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The Young Pope. Sorrentino: “Indago le contraddizioni del clero”

In una divertente conferenza stampa, Paolo Sorrentino, Jude Law e Silvio Orlando, raccontano la genesi di The Young Pope

Arrivano in sala conferenze accolti dal caloroso applauso della stampa: The Young Pope, la mini serie tv di Sorrentino, di cui sono state presentate stamani le prime due puntate, 8 in totale, ha soddisfatto oltre le aspettative. L’ottimo Jude Law (Papa Pio XIII) ricorda molto Frank Underwood di House of Cards supportato dal divertente Silvio Orlando (Cardinal Voiello) in versione british e da Diane Keaton (Suor Mary).

Ironico, grottesco, spiazzante, abbiamo visto un’opera brillante e una narrativa che affronta l’argomento clero in maniera pungente. Alla base di questo risultato c’è una documentazione e uno studio profondo di Sorrentino. Durante la divertente conferenza stampa, un primo pensiero va alle ipotetiche reazioni che potrà avere il Vaticano: “È un problema del Vaticano non mio! – esordice Paolo Sorrentino, rispondendo alla domanda di una giornalista – capiranno che è un lavoro che non fa sterili provocazioni ma indaga con onestà e curiosità, fin dove può, le contraddizioni e le difficoltà affascinanti del clero, delle suore e di un prete un po’ particolare, ossia il Papa”. In The Young Pope c’è più storia e narrazione rispetto ad una serie tv classica: “Ho voluto spostare il peso sulla narrazione provando a trasmettere un po’ della narrazione del cinema nella serie tv. Lo considero comunque un film lungo dieci ore”.

The Young PopeSi parla della Chiesa, del male nelle sue forme troppo spesso presente in alcuni componenti del clero e raccontato anche nei fatti di cronaca: “Comincio dicendo che questa esperienza è stata unica infatti come prima cosa devo ringraziare la mezza dozzina di dialogue coach che ho sterminato in questa esperienza – racconta ironico Silvio Orlando – hanno avuto una pazienza infinita per farmi arrivare vivo alla fine. Penso che il male è distribuito in tutti gli esseri umani in maniera uguale – continua l’attore napoletano con schiettezza – e quindi ho pescato dal mio male interiore, pur non avendo un super attico e non avendo rubato ai bambini del ‘Bambin Gesù'”. “Devo dire anche che la serie parla di fede e tradimento – interrompe Sorrentino – e la scelta di far vedere ancora Higuain con la maglia del Napoli aiuta a ricordare questi due concetti!”.

Per quanto riguarda il Papa raccontato nella serie, ci troviamo davanti ad un pontefice  totalmente all’opposto rispetto a quello attualmente in carica: “Ho fatto questa scelta perchè potrebbe accadere – risponde Sorrentino – è nell’ordine delle cose, delle possibilità che dopo un Papa più liberale ne venga uno che ha idee diverse. Penso anche che sia abbastanza illusorio credere che la Chiesa abbia avviato un lunghissimo cammino verso la liberalità e quindi il nostro Papa non è inverosimile ma in un futuro più o meno lontano potrebbe essere molto verosimile”.

30878-The_Young_Pope_____Gianni_Fiorito_2Ma come si è preparato il protagonista Jude Law ad interpretare questo pontefice? “Ero già emotivamente coinvolto dal personaggio perchè è potente ed era eccitante leggere il copione perchè c’era un’attenzione unica ai dettagli, alla natura umana, alle descrizioni, alla musica. C’erano una miriade di opportunità davanti a me su come interpretare questo Papa. Ho approcciato il personaggio di Lenny dal punto di vista umano e ho esaminato la storia di quest’uomo, le relazioni con le persone che gli stanno intorno imparando molto su chi tenere a distanza o chi avere come alleato. Ho ammirato il modo in cui lui può essere una contraddizione continua ma comunque credere fermamente nella fede, nei voti che ha preso”.

Un personaggio quello di Sorrentino che usa il potere in maniera spregiudicata gettando le basi di un nuovo regno. Cosa succederà nei prossimi episodi? L’attesa per ottobre cresce e la “rivoluzione ecclesiastica” è appena iniziata.

 

Luisa Lenzi