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Venezia 72: consigli per uscire vivi dal Lido

Analisi della fauna cinefila e non presente al Lido durante le giornate della Mostra del Cinema

Pronti partenza via! Venezia 72 parte questa sera, anche se per il concorso dovrete aspettare domani, mentre è già attivo il gruppo di whatsapp di CarnageNews #staiserenissima che vi permetterà di essere collegati, in qualunque momento, su ciò che accade al Lido (seguite questo link per iscrivervi).

Matricole della Mostra, alla loro prima esperienza, o appassionati che ‘prima o poi ci voglio venire’, mi chiedono spesso cosa si faccia alla Biennale, che tipo di ritmi uno debba mantenere e quanto sia probabile incontrare le star perché, diciamolo, i documentari di Wiseman interessano meno di una conferenza con Benedict Cumberbatch. Ecco quindi una guida in pochi passaggi su come affrontare le giornate veneziane con un minimo di cognizione di causa.

Il cinefilo spinto. Questo oscuro essere, per molti un caso patologico, si alza presto la mattina per mettersi in fila. Le prime due proiezioni in Sala Grande e Sala Darsena, infatti, sono riservate ai film in concorso e alle opere fuori concorso. Di media si esce dal primo tour de force alle 13 e subito parte la corsa al panino se si vuole essere proni e scattanti per gli eventi del pomeriggio: solitamente nella fascia 14-18 viene dato spazio alle sezioni satellite come “Orizzonti”, “Settimana della critica” e “Biennale college” all’interno del quale, lo scorso anno, fu proiettato per la prima volta il nostro amato Short Skin di Duccio Chiarini. Solitamente il cinefilo spinto sfrutta il pomeriggio per i film che durano più di due ore: a proposito di Wiseman, quest’anno il suo documentario In Jackson Heights buca addirittura il muro delle 3 ore. La cena è il momento clou per il cinefilo spinto che si imbottisce di alcolici e caffeina per affrontare al meglio le ultime proiezioni notturne. Come riconoscerlo: è quello che arriva correndo al vaporetto delle 1.30.

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Il giornalista di cinema. Per molti versi simile al cinefilo spinto, soprattutto per la presenza ai primi due spettacoli della mattina, se ne discosta per alcune fondamentali differenze.

1) Ha il pass rosso e non fa fila;

2) Guarda pochissimi film al pomeriggio perché si deve chiudere in sala stampa, al secondo piano del Palazzo del Cinema, a scrivere e bere caffè;

3) Dopo le 19 non vuole saperne di film, registi, attori, concorso o interviste, vuole solo spritz

Sottosezione del giornalista di cinema è Curzio Maltese che salta tutti passaggi precedenti e va direttamente allo spritz. Sottosottosezione è la troupe di Marzullo: vi assalirà all’uscita dalle proiezioni della mattina, fuggite, se potete!

Come riconoscerlo: quando passa dal red carpet guarda con sgomento i fan assiepati.

Il fan assiepato. Parte la mattina assieme alla madre o, più raramente, al padre, anche nei giorni di caldo torrido o di pioggia battente. Si piazza davanti alla ringhiera, a sedere su di un telo da mare, intorno alle 11 e in puro stile festivaliero aspetta 7-8 ore l’arrivo dei suoi beniamini. I fan più accorti sanno che, intorno alle 12, le star del giorno attraccano col motoscafo dietro il Palazzo del cinema per il rituale e velocissimo photocall informale: è il momento migliore per guadagnarsi un autografo o una foto rubata a patto di vincere la resistenza dei giornalisti e degli agguerritissimi cameraman dotati di scaleo.

Come riconoscerlo: al passaggio di Bellocchio si gira verso di voi chiedendo “ma quello è Scorsese?”

L’under 26. Sarebbe più corretto parlare di gruppi di cinefili o presunti tali under 26 perché questa particolare specie festivaliera si muove in branchi guidati o da cinefili più esperti o da ragazze/ragazzi carine/i capaci di smuovere gli equilibri e determinare la scaletta di intere giornate. Li potete osservare al parco retrostante il Palazzo del cinema, accanto ad uno dei pochi gettonatissimi alimentari low budget, mentre addentano un panino col tacchino seduti sulle panchine e cercano di farsi notare dagli altri membri del branco. Il loro maggior problema, come la gazzella africana, è svegliarsi prima degli altri per prendere il posto nella fila dei pass gialli e verdi. Molti di loro, a fine Mostra, soffrono di crolli nervosi dovuti alla vista prolungata di persone con badge rosso o blu che entrano in sala senza problemi mentre a loro, stipati come polli da allevamento,  non rimane che tenere a mente quanti posti liberi sono rimasti in sala e pregare.

Come riconoscerlo: è in fila

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Quelli dei party. Arrivano sul far della sera, vestiti bene a differenza del 99% delle persone che frequentano la Mostra, hanno un pass col nome di alcolici accattivanti e saranno entrati in una sala cinematografica sì e no 2 volte nella vita.

Come riconoscerli: non puzzano di sudore alle 20.

Ma alla fine, comunque decidiate di affrontare Venezia 72, in qualunque gruppo decidiate di inserirvi, noi saremo al vostro fianco e vi aggiorneremo in tempo reale sui nostri social ( Facebook, Twitter, Instagram e Periscope). Buona Mostra!

 

Michele Galardini