Cinema

Venezia 71: “3 Coeurs” di Benoit Jacquot

Venezia 71: “3 Couers” di Benoit Jacquot

Francia. Marc, un impiegato che si occupa di riscuotere le tasse, incontra casualmente Sylvie poco dopo aver perso il treno che lo avrebbe riportato a Parigi. Passeranno insieme tutta la nottata, parlando di tutto tranne che di loro e dandosi appuntamento dopo una settimana a Parigi. A quell’appuntamento, però, per una sfortunata circostanza, Marc non ci arriverà mai. Continuerà a cercarla finendo per fare la conoscenza e innamorarsi di una nuova donna che si rivelerà essere la sorella di Sylvie.

Se il primo film francese (La rançon de la gloire) presentato in Concorso era stato considerato da molti come il film più debole visto fino a quel momento, 3 Couers gli ruba lo scettro diventando il primo vero falso passo di Venezia 71. Il melò diretto da Benoit Jacquot, per la terza volta in gara per il Leone d’Oro, non fa che confermare i timori della vigilia sulla qualità della pellicola che, senza voler essere troppo severi, non si capisce come sia finita nella sezione più importante della Mostra.

tournage "3 cœurs"

 

Un melò dicevamo, che il regista francese tenta di mascherare (invano) da thriller sentimentale cominciando dall’uso insistente e insensato di una musica à là Hans Zimmer, adatta più ad un vero thriller che ad un film come questo. Ma l’uso errato del tema musicale è una delle tante pecche che macchiano la pellicola di Jacquot fino a farla diventare ridicola e insensata, tanto da generare involontarie risate per la scarsa plausibilità di alcuni artifici di sceneggiatura.

Benoit Jacquot ambienta il film ai giorni nostri dimenticandosi totalmente che viviamo nell’epoca delle grandi comunicazioni che invadono le nostre vite dal risveglio fino a quando ci corichiamo. E allora perché a Marc e Sylvie non viene spontaneo scambiarsi il numero di cellulare una volta che si sono dati appuntamento per rivedersi? Perché Marc scopre così tardi che Sophie è la sorella di Sylvie, considerato che le sorelle hanno un legame che le porta a dire che l’una per l’altra è la persone più importante della loro vita?

È la credibilità la prima componente che manca a 3 coeurs, che nel corso dei 100 minuti non riesce ad assumere nemmeno una precisa identità. Tralasciando la voce fuori campo di una terza misteriosa persona che subentra improvvisamente oltre la metà del film per poi scomparire poco dopo e una presenza totalmente gratuita insignificante di Catherine Deneuve, il nuovo lungometraggio di Jacquot è un tentativo totalmente mal riuscito di generare pathos, emozioni e tensione, finendo invece per partorire un polpettone senza capo né coda.

 

Daniele Marseglia