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Tyler Friedman & Samuel Rohrer – YYY (arjunamusic records, 2016)

Un pezzo, due versioni: sfidano i limiti e l’indigenza della traccia girandoci intorno, in maniera quasi concentrica, driblando il climax, schivando lo scontato e oltrepassando quelli che comunemente sono ritenuti limiti prestabiliti dell’elettronica.

NU YYY digital sleeve.inddL’etichetta arjunamusic di Samuel Rohrer si fa strada nel panorama delle sperimentazioni con un proprio marchio. Già con Max Loderbauer la direzione intuita era quella della commistione tra strutture ed elementi. Cioè, non solo tra impulsi d’improvvisazione e architetture ritmiche dance, ma anche nel generare creature che sono biologiche e tecnologiche. Come in questo caso in cui il piano automatico di Tyler Friedman, musicista sfaccettato, utilizza il suo piano automatico per dare un senso di iper-realismo che si mescola con lo spirito percussivo di Rohrer. Questo EP YYY della grandezza di una pillola col contenuto di almeno tre flaconi, è pura estasi sonora, con suggestioni elettroniche che non si sentivano dai tempi d’oro dell’intelligentia elettronica mitteleuropea (un nome su tutti: Moritz Von Oswald).

Un pezzo, due versioni: sfidano i limiti e l’indigenza della traccia girandoci intorno, in maniera quasi concentrica, driblando il climax, schivando lo scontato e oltrepassando quelli che comunemente sono ritenuti limiti prestabiliti dell’elettronica. Il suono delle membrane si fa completamente liquido, cambiando di intonazione a piacimento degli autori. Chi sta al piano e chi sta alle percussioni, tutti e due interagendo, mostrano una continuità sonora davvero naturale. Tutto questo avviene soprattutto con la title track YYY. Con la sua versione dub le cose cambiano, ma si rimane sempre in un territorio al confine tra ambient, techno, dub e etnismi. La versione, appunto, “coral dub” sottolinea le possibilità del pezzo pur mantenendo i suoi pochi elementi.

La cura di ogni pulsazione è estrema. Sempre sul solco tra sound design e groove, la tradizione mitteleuropea associa buon gusto e ricerca in un suono inconfondibile, che sembra tramandato di generazione in generazione. 

Riccardo Gorone