rubriche: Nerdvana

“Tutti in campo con Lotti” e anche il golf non sembra così brutto.

  Cari affezionatissimi, dopo le parentesi: “fumetti italiani e Twilight”, Nerdvana ritorna al classico parlando di un anime che a livello di ascolti non ha mai fatto grandi numeri, ma comunque un sacco di persone lo ricordano con simpatia. Vi dicono niente la parola “SPA-GHE-TTI!!”, un ragazzo giapponese nano e  semi obeso e una famiglia… Read more »

 

Cari affezionatissimi, dopo le parentesi: “fumetti italiani e Twilight”, Nerdvana ritorna al classico parlando di un anime che a livello di ascolti non ha mai fatto grandi numeri, ma comunque un sacco di persone lo ricordano con simpatia. Vi dicono niente la parola “SPA-GHE-TTI!!”, un ragazzo giapponese nano e  semi obeso e una famiglia in difficoltà economiche? Esatto oggi parleremo dell’anime…

 

TUTTI IN CAMPO CON LOTTI.

 

Questo cartone animato mette insieme la voglia di riscatto di un giovane ragazzo di nome Lotti per aiutare la famiglia in ristrettezze economiche, attraverso lo sport che Mark Twain lo ha definito “il miglior modo per rovinare una bella passeggiata” il golf.

 

Ma prima di tutto, come sempre, un paio di informazioni: il titolo originale dell’anime è “Ashita Tenki Ni Naare” che letteralmente significa “speriamo che domani sia sereno” (non so voi, ma io mi sto toccando le palle, questo titolo secondo me porta sfiga). L’anime ha un totale di 47 episodi e in Giappone sono stati trasmessi dal 1984 al 1985, in Italia è sbarcato nel 1986 su Italia1 e mandato in replica fino agli inizi degli anni ’90.

 

La famiglia di Lotti, era una famiglia come tante altre, composta dalla mamma che gestisce un piccolo ristorante, il papà camionista, tre fratellini piccoli e Lotti che lavora part-time in un palazzetto del Golf come cameriere. Fino al giorno della tragedia, il padre muore in un incidente stradale. Con l sue sole forze la mamma non riesce a mantenere la famiglia, ma comunque è fermamente contraria al fatto che Lotti voglia lasciare la scuola per dedicarsi solo al lavoro. Sembra che non ci sia speranza nel futuro della famiglia del nostro giovane protagonista, fino a quando un manager sbruffone lo sfida a lanciare la pallina da golf ad una distanza superiore di 130 metri, e li avviene il miracolo. Ci riesce. Da quel momento Lotti capisce che il suo destino è diventare un giocatore di golf professionista. Grazie al duro allenamento e all’aiuto di un ex giocatore di golf supera le sfide più ardue fino ad entrare agli U.S. Open.

 Oggi, ripensando a questo cartone e rivedendo alcune puntate, non riesco a capire come cazzo facesse a piacermi da bambino. Non fraintendetemi, è sicuramente un bel cartone animato, ma parla di argomenti difficili per un teledipendente di 8 anni, come il superamento di un lutto, le difficoltà economiche, l’obesità giovanile; tutto mischiato in uno sport che, diciamola tutta, è un vero rompimento di coglioni. Chiedo scusa a tutti gli appassionati di golf che leggono Nerdvana, ma secondo me, è veramente insostenibile riuscire a guardare una partita di golf senza bruciarsi le dita dei piedi per rimanere svegli. Ma comunque sia “tutti in campo con Lotti” è riuscito ad appassionare una gran quantità di bambini, e di questo devo assolutamente rendergli merito.

 Un’ultima piccola curiosità prima di concludere. La sigla del cartone in Italia, è cantata non dalla divina Cristina D’Avena ma da Manuel De Peppe, batterista dei Bee Hive. Il 45 giri nella sola prima settimana di uscita vendette più di 10.000 copie.

 

Cari affeziontissimi, anche per questa settimana abbiamo finito. Sperando di non aver offeso troppi simpatizzanti del golf, vi saluto e vi abbraccio. Alla prossima settimana.