Cinema

Top Five 2016: film fantastici e dove trovarli

Il 2016 ci ha regalato film meravigliosi che, purtroppo, sono rimasti per lo più nascosti al grande pubblico. Ecco cinque opere consigliate e le indicazioni per trovarle.

Non piangete per il 2016, è già morto. O almeno lo sta facendo, con somma gioia dei personaggi del mondo dello spettacolo. Ma al di là dei fatalismi, nichilismi e altri -ismi l’anno che sta per finire ha regalato anche del buon cinema. Peccato che in pochi l’abbiano visto, sparso fra piattaforme VOD, festival e rassegne ma escluso dal luogo rituale per eccellenza: la sala.

Ecco quindi, in perfetta continuità con la Top Five del 2015, i cinque film fantastici (non) usciti quest’anno e la mappa per trovarli.

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1 – Into the Inferno di Werner Herzog

Un documentario sui vulcani che, idealmente, riprende il filo lasciato in sospeso con La Soufrière e con Encounters at the End of the World. Da quest’ultimo recupera, e ritrova, il vulcanologo Clive Oppenheimer col quale aveva condiviso una quasi esplosione in diretta e che ora lo accompagna, come un Virgilio in camicia a fiori, alla scoperta non solo dei crateri più affascinanti del mondo ma, soprattutto, delle tradizioni che attorno a essi si sono formate. Oltre al racconto, sempre puntuale e coinvolgente, a lasciare senza fiato sono le immagini della morte rossa che avanza verso l’uomo, minacciandolo: fiumi di lava accecanti, nebbie sulfuree, un’umanità che si prostra ai piedi della dea Natura, offrendosi come protettore di una forza che non sa controllare. Meraviglioso.

Dove trovarlo: Netflix

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2 – Safari di Ulrich Seidl

Un altro documentario, questa volta sulla pratica della caccia di animali rari in Africa. Accolto a Venezia73 tra standing ovation e critiche perlopiù positive, è riuscito a raggiungere le sale italiane (poche e disperse sul territorio) solo grazie a Lab 80. Film anatomico che affronta la perversione dello sguardo con armi kubrickiane, cioè lasciando che la macchina da presa riprenda tutto, dall’uccisione all’agonia fino allo smembramento degli animali. L’intendo è chiaro, ma viene dichiarato solo nella scena post-credit, proiettata a luci accese e fra lo scroscio di applausi a Venezia, con leggero disappunto del regista: fino a quel momento non si può dire con certezza quanto Seidl cerchi lo shock e quanto, in realtà, tenti di impostare un dialogo sociologico, antropologico ma anche mediale col pubblico e le pratiche contemporanee di adattamento all’orrore.

Dove trovarlo: dal 12 gennaio al Cinema La Compagnia (Firenze)

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3 – I cormorani di Fabio Bobbio

Opera prima italiana. Un racconto di formazione che non lo è. Diario estivo di due amici, annoiati ma sempre complici, curiosi. Film imprevedibile, unico, coraggioso, che rinuncia fin da subito all’urgenza dell’atto, della didascalia parlata, lasciando che siano le immagini a definire i confini sentimentali del continente adolescenza.

Dove trovarlo: a parte il triste spettacolo unico a Pescara e Roma, dal 14 al 31 gennaio nella sala cinema del Centro Pecci (Prato)

4 – Indagine su sei brani di vita rumorosa dispersi in un’estate afosa di Ilaria Pezone

Un’esperimento realizzato in forma di collage ragionato sulla musica. Sei personaggi per sei racconti incentrati sul rapporto col proprio strumento d’elezione e sull’approccio all’arte compositiva ed esecutiva. Protagonisti assoluti il pianoforte, di cui possiamo ricostruire l’evoluzione storica, dall’organo al piano moderno, e il maestro Dario Agazzi, compositore contemporaneo, compagno d’arte di Luca Ferri e sublime conoscitore della musica antica. Scrive la regista: “Il primo e il primissimo piano si fanno potenti strumenti di indagine, mostrando appassionati ritratti in fieri, attraverso i quali avviene la sospensione del giudizio, per dar spazio alla visione critica globale. La tensione che deriva dagli accostamenti di montaggio è sempre ai limiti della leggera nevrosi, in bilico fra una sensazione d’utopia e un crudo realismo”.

Dove trovarlo: dopo il passaggio a Filmmaker siamo in attesa di altre occasioni di visione.

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5 – Le mille e una notte di Miguel Gomes

Opera in tre volumi (Inquieto, Desolato, Incantato) che rielabora il corpus delle leggendarie fiabe orientali alla luce della crisi portoghese. Sherazade introduce una delle analisi più spietate dell’Europa (dis)unita ma lo spettatore è libero di vagare con lo sguardo e il cuore dentro un mondo in continua evoluzione costruito su frammenti, fra loro non per forza collegati, di degrado civile e morale. Fra tutte merita una riga a parte la storia degli allevatori di fringuelli: uomini alla ricerca del canto perfetto, costretti a gareggiare fra dune polverose, fuori dal mondo e dal tempo. Uno dei film più belli degli anni Duemila.

Dove trovarlo: 9, 16 e 23 gennaio al Cinema del Carbone (Mantova). Qui l’evento.

Detto questo non resta che salutarvi, ringraziarvi per esserci stati fedeli anche quest’anno e augurarvi che l’anno che viene sia più luminoso di quello che vi siete lasciati alle spalle.

Buon anno da CarnageNews!

Michele Galardini

  • Ho avuto la fortuna e il piacere di assistere questa sera a Lecco al documentario di Ilaria Pezone, alla presenza della regista e di un paio dei personaggi. (Agazzi e il direttore d’orchestra del quale mi sfugge il nome). Che dire, una piccola gemma del cinema documentario nostrano, opera già matura di una videomaker che sorprende per sicurezza di visione e capacità di montaggio; lascia spazio ai suoi protagonisti e al loro strumento, il pianoforte, e ne emerge potente la passione, il sacrificio e la devozione per la musica, così come l’impegno e la fatica che Ilaria ha messo in questa sua opera, tre anni di riprese e un’estate (afosa) di montaggio.

    • Onoff

      Hai ragione, è un’opera che dimostra grande consapevolezza dei mezzi espressivi propri della macchina da presa e della materia trattata.