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Top 10: le migliori colonne sonore del 2014

Fine anno tempo di classifiche. Ecco alcune tra le migliori colonne sonore sentite nel 2014

Il 2014 sarà ricordato, spero, come l’anno di una piccola rivoluzione cinematografica. Film come Mommy o Boyhood faranno storia, altri come Alabama Monroe o Frank usciranno con successo dal circuito underground, portando un nuovo modo di raccontare storie. Ma sarà ricordato anche per l’anno dei supereroi e dei film di fantascienza (I Guardiani della Galassia, Interstellar, Snowpiercer) e soprattutto per una serie di colonne sonore uniche.

Per l’ultima puntata dell’anno ecco una classifica delle 10 colonne sonore più interessanti sentite al cinema.

10. Colpa delle stelle. Ultima posizione di tutto rispetto per il film adolescenziale, ma non più di tanto, che con ironia e coraggio affronta il tema della malattia. La colonna sonora riassume alcuni dei migliori artisti della scena indie rock degli ultimi anni come Ed Sheeran, Birdy, M83, Kodaline, Lykke Li, Strfkr e Ray LaMontagne. Tutto trascinato dal tormentone teen di Charli XCX “Boom Clap”, a mio avviso unica canzone che un po’ stona con il contesto. Godibile.

9. Grand Budapest Hotel. L’opera perfetta di Wes Anderson vanta una colonna sonora importante e di livello come la pomposità della storia, scritta dal compositore francese Alexandre Desplat alla terza collaborazione con Anderson dopo Fantastic Mr. Fox, candidatura Oscar e Moonrise Kingdom. Desplat non è nuovo ai premi Oscar essendo già stato candidato per altre opere (The Queen, Il discorso del re, Argo). 32 tracce che alternano richiami alla musica classica e alla coralità, da ascoltare proprio in un grande albergo immerso nella natura.

8. Il capitale umano. Unico film italiano che metto in classifica ha una colonna sonora originale e “fatta in casa” creata a più mani dallo stesso Virzì e dalla band emergente, indie folk rock livornese The Jackie O’s Farm (recuperate il primo album “Hard Times For Blonde Surfers” merita). La loro canzone-brano portante “I’m sorry” è stata candidata al David di Donatello e scommetto che sentiremo parlare ancora di questa band già segnalata da Mtv New Generation. Made in Italy.

7. Solo gli amanti sopravvivono. I vampiri bohemien devono avere una musica adeguata e questa è una delle più interessanti e suggestive, nata dalla sinergia creativa tra il rock dei Squrl (del regista Jim Jarmusch, Carter Logan e l’ingegnere del suono Shane Stoneback) e il compositore olandese Jozef Van Wissem alla sua prima partitura per il grande schermo. La colonna sonora, che ha ricevuto il Cannes Soundtrack Award, alterna il rockabilly alla psichedelia passando per Niccolò Paganini, la musica mediorientale e le ottime performance vocali dell’attrice Tilda Swinton e di Zola Jesus. Onirica.

6. Her. Di questo gioiellino vi avevo parlato mesi fa e merita un posto in classifica. La musica, composta dagli Arcade Fire e da Owen Pallett, trascina perfettamente nell’atmosfera del film e la voce di Karen O in “The Moon Song” culla lo spettatore verso luoghi lontani che forse non esistono.
Perdersi, un po’ come Lost in Translation.

5. Alabama Monroe. Metà classifica per il candidato all’Oscar come miglior film straniero, struggente storia d’amore tra Elise e Didier, cosi come intensa è la passione per la musica bluegrass che Didier suona con il banjo. Siamo in Belgio ma tutto, dalle location alla musica, rimanda al profondo sud degli Stati Uniti al sapore di cow boy e campagna. Insieme al compositore svedese Björn Eriksson, The Broken Circle Breakdown Bluegrass Band è il gruppo formato fuori dal set che esegue i brani della soundtrack. Formato dagli attori protagonisti Veerle Baetens e Johan Heldenbergh, la band è stata in tour nel 2014 registrando il tutto esaurito. Country europeo.

4. Frank. Hipster, weird, psychedelic, chiamatela come volete ma la musica di Frank è quanto di più distorto e musicalmente meno orecchiabile si sia sentito in sala quest’anno. Un mix di brani di Stephen Rennicks, Jordyn Aurora Aquino, Darragh O’Kelly, Hugh Drumm, Evanna Lyons con performance vocali degli attori Michael Fassbender (sorprendente), Maggie Gyllenhal e Domhnall Gleeson membri della fittizia band dei Soronprfbs. I love you all, brano finale/principale, riporta forse verso una sorta di normalità uditiva.
Emotivamente disturbata.

3. Guardiani della Galassia. Le musiche originali del film di Tyler Bates sono in perfetta sintonia con le meravigliose scene di azione e con le ambientazioni ma il gioiello musicale è tutto racchiuso nell’Awesome Mix Vol. 1. Già il titolo parla da se’. Siamo davanti ad una mitica raccolta musicale che va dal 1967 al 1979 spaziando dal soul, punk, pop rock, blues fino al glam rock. Non smetterete di ballare con The Runaways, Marvin Gaye, David Bowie e Jackson 5. Let’s dance!

2. Boyhood. Linklater si sa, usa e adora il tempo, con tutti i suoi ricordi e il suo vissuto. La colonna sonora dell’epico Boyhood, primo film girato in 12 anni, segue di pari passo la crescita di Mason dai 6 ai 18 anni. Il lavoro che c’è stato dietro ha visto coinvolti consulenti musicali con i loro ricordi e conoscenze, per mettere insieme una summa dei brani più risonanti dai primi anni 2000 in poi. Dai Weezer ai Coldplay durante gli anni dell’infanzia di Mason, agli Arcade Fire e i Daft Punk verso la fine, aiutano a collocare il film nel tempo, ma i nomi sono molti: The Hives, Sheryl Crow, Cat Power, Flaming Lips, Wilco, Vampire Weekends. Nostalgia generazionale.

1. Mommy. In cima alla classifica non potevo non mettere il genio di Xavier Dolan che oltre ad aver diretto, sceneggiato e prodotto il film, ha anche scelto la musica perchè citando Dolan: “La musica è organicamente legata al cinema. Capisco che la gente potrebbe pensare che c’è troppa musica nei miei film, ma non per me. Per me la musica è l’anima del film”.
Mommy rivoluziona il modo attuale di fare cinema alzando l’asticella ad un livello difficilmente raggiungibile. Anche se il film è ambientato nel 2015 la musica attinge nei ricordi aggiungendo ancora più intensità ad immagini che travolgono. Dal punk adolescenziale di “Welcome to My Life” dei Simple Plan, alle ballad “Building a Mystery” di Sarah McLachlan, “White Flag” di Dido. Poi “Phase” di Beck, “Anything Could Happen” di Ellie Goulding; orgoglio canadese con “On ne change pas” di Celine Dion, “Childhood” di Craig Armstrong, “Experience (In A Time Lapse)” di Ludovico Einaudi, la dance tamarra degli Eiffel 65 con “Blue (Da Ba Dee)” e “Vivo per lei” interpretata da Andrea Bocelli e Giorgia. L’immensa “Colorblind” dei Counting Crows insieme a “Born to Die” di Lana del Rey e “Wonderwall” degli Oasis rappresentano alcuni dei punti più alti della pellicola.
Quando la musica guida un film.

Luisa Lenzi