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“The Following”: ma perché continuo a seguirla? [SPOILER ALERT]

Ci sono due cose che non sopporto della critica televisiva: gli articoli in cui si giudica un'intera serie a partire da un episodio e la serie di articoli-invettiva gratuiti contro lo stesso show – ovviamente, solo nel caso in cui all'autore non sia stato assegnato d'ufficio quello show, altrimenti tutta la mia compassione. E poi odio… Read more »

Ci sono due cose che non sopporto della critica televisiva: gli articoli in cui si giudica un'intera serie a partire da un episodio e la serie di articoli-invettiva gratuiti contro lo stesso show – ovviamente, solo nel caso in cui all'autore non sia stato assegnato d'ufficio quello show, altrimenti tutta la mia compassione.
E poi odio The Following, perché mi ha fatto fare entrambe le cose.

the_following_season_2Mea culpa dunque, che non ho potuto fare a meno di diventare ciò che ho sempre detestato. Poco meno di un anno fa, infatti, avevo scritto questo articolo inneggiando a una grande nuova serie e forse salvandomi (inconsapevolmente) in corner solo con la frase finale: “Lo svacco è sempre dietro l'angolo, ma finché ci sono sangue e azione, c'è speranza”. No, non c'era speranza.
Per quanto riguarda il secondo punto, poi, mi sono trattenuta dallo scrivere oltre ma non ho certo perso occasione per insultare The Following con chiunque mi capitasse a tiro. E ora eccomi qua, al largo di tre puntate della seconda stagione, per buttare merda sulla suddetta serie senza che nessuno me l'abbia anche solo assegnata d'ufficio.

Ma se non ti è mai piaciuta, perché continui a guardarla?, chiederete voi. E bravi, me lo chiedo anch'io. La cosa certa è che ho iniziato a vedere la seconda stagione per curiosità, visto che alla fine della prima sembravano morti tutti. E infatti due su quattro lo erano: andate Debra e Claire, sopravvivono Hardy e Joe (sotto copertura). E da qui, inauguriamo la fiera dei WTFs.

Joe: lo ritroviamo nel sud degli Stati Uniti con un improbabile accento del sud, in flanellosa tenuta da boscaiolo come Dexter alla fine dei suoi giorni – che poi mi chiedo: ma perché i serial killer in pensione si devono vestire così? Gliel'ha ordinato Enzo Miccio? Comunque, lo nasconde una donna che gli scriveva lettere mentre era in prigione e vi risparmio il resto degli sviluppi per concentrami su un altro WTF: la polizia, con il suo rappresentante/protagonista Ryan Hardy, continua a essere la forza armata più inetta della storia della TV. Seriously, io preferirei affidarmi a tutta la veneranda età di Dick Van Dyke. Per esempio, Tom che viene chiamato dai gemelli (forse gli unici personaggi pregevoli. Inquietanti, ma pregevoli in tutti i sensi), che gli dicono dove sono…e lui cosa fa? Ci va senza rinforzi, senza the-following-seasche i due psicopatici gli abbiano chiesto di andare solo o che l'abbiano ricattato in qualche modo – questo per sottolineare anche l'indettitudine del Male, ma di fronte a un Bene simile sanno anche loro che avranno sempre la meglio. Infatti quando arriva si rende conto di essere stato un coglione, i rinforzi li chiama… e poi vabè, ovviamente questi si comportano come criceti su una ruota.

Insomma, la sensazione è che The Following abbia trovato la propria identità puntando su una narrazione che utilizza facili stratagemmi per creare tensione e ribaltare continuamente la prospettiva, mescolando quindi così le forze del Bene e del Male. Peccato che, a guardare più da vicino, l'incoerenza e l'incredulità regnino sovrane. 
In realtà, guardando indietro alla storia della televisione ma anche del cinema, troviamo molti altri esempi di espedienti simili che, con più smaliziati occhi contemporanei, possiamo giudicare appunto WTFs. Ma il fatto che questo succeda ancora in un panorama televisivo di qualità altissima, non dovrebbe giocare a favore della serie. 

Eppure, io continuo a guardarla e questa è l'unica spiegazione che sono riuscita a darmi: anche se riconosco che sia una serie fatta davvero male, mi permette di prenderla per il culo in compagnia. Il che, in fondo, è davvero divertente.
Voi che dite?

Paola Brembilla

PS: perlomeno mi posso consolare pensando di aver imparato dall'errore del primo articolo, visto che, memore della figuraccia, ho inaugurato i pilot test (es. qui e qui) appunto per giudicare solo i pilot e lasciare poi in sospeso i giudizi sulle intere stagioni. Sbagliando, s'impara.