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The Affair, una terza stagione deludente

Si è conclusa il 29 gennaio la terza stagione di The Affair, che ha evidenziato svariati limiti nella trama e uno sviluppo non del tutto convincente dei vari protagonisti.

Attendevo l’inizio di questa terza stagione di The Affair con una certa trepidazione dopo una prima stagione, come spesso accade, perfetta e una seconda ricca di colpi di scena. Purtroppo le aspettative sono state in buona parte disattese.
La volontà degli sceneggiatori Hagai Levi e Sarah Treem di evolvere le vicende dei protagonisti e della serie stessa verso nuovi sviluppi non è pienamente riuscita anzi, è andata a discapito di alcuni personaggi fondamentali a cui il pubblico era particolarmente affezionato: Alison e Cole.

the affair Ruth Wilson e Joshua Jackson sono al solito molto bravi e credibili ma i loro personaggi sono i fantasmi di quello che erano, rilegati lei a madre ancora tormentata per la perdita del figlio che questa volta non vuole sbagliare con la secondogenita (invece pecca clamorosamente abbandonando la bambina per 6 mesi, anche se con tutte le ragioni del mondo); lui “devoto” a Luisa, apparentemente intento a costruire una famiglia con lei ma ancora legato ad Alison. Alla fine di questa stagione non ci è dato sapere e nemmeno intravedere cosa accadrà ad Alison e Cole, in che direzione si muoveranno ed è uno dei punti che bruciano di più.

The AffairTornando alla trama, dopo avere scoperto nel corso della seconda stagione i veri responsabili dell’omicidio di Scott Lockhart, dopo avere visto Noah andare incontro a tre anni di carcere, la terza stagione in 10 episodi che iniziano tre anni dopo l’uscita dal carcere di Noah, portano quasi ad una sorta di stand by a livello di trama. Tranne che ad un ampliamento dei punti di vista della narrazione spesso fine a se stessi e di cui in certe occasioni non se ne sentiva il bisogno.
I POV (point of view per dirla all’anglosassone) si arricchiscono di quello di Juliette, nuovo interesse amoroso di Noah che, se in un primo momento sembrava quasi assumere il ruolo di salvatrice dello scrittore, almeno da se stesso, l’ultima puntata della stagione non chiarisce l’utilità del personaggio anzi aggiunge lentezza e noia alla sua storia.

The AffairOvvio che dopo due stagioni era impossibile continuare a raccontare le conseguenze drammatiche dell’affair tra Noah e Alison anche perché il finale della seconda stagione aveva aperto nuovi scenari per Cole, ormai in una relazione serena e stabile con Luisa e aveva visto Noah sacrificarsi per le donne della sua vita Helen e Alison.
In questa terza stagione che potremo definire la stagione delle delusioni, una parte potenzialmente centrale poteva essere la ricerca di un posto e di un ruolo nel mondo da parte di Noah, con l’inserimento di un bravissimo Brendan Fraser nella parte della sadica guardia carceraria. Una parentesi che alla fine si rivela inutile e non porta lo sviluppo della vita di Noah da nessuna parte.

The AffairI punti di vista che come al solito funzionano meglio sono quelli di Alison e Cole che finalmente dopo anni di contrasti sembrano avere trovato una direzione comune almeno dal punto di vista genitoriale: l’affidamento congiunti di Joanie. Interessante anche l’incontro chiarificatore che Alison ha con Helen e che si articola nell’episodio 8.

Restando quindi con una sgradevole sensazione amara in bocca, la speranza finale è quella che per la futura quarta stagione gli autori ritornino sulla retta via, riportando interesse per questa serie innovativa che ad oggi, sfortunatamente, non è migliorata invecchiando come il vino.


Luisa Lenzi