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Un viaggio nel tempo con “That ’70s Show”

That ’70s show si afferma come uno dei grandi calderoni da cui l’industria mediale contemporanea attinge per i suoi protagonisti.

A cavallo tra gli anni 90 e i primi Duemila il panorama pop annoverava continuamente nuovi nomi: da Britney Spears a Christina Aguilera passando per Justin Timberlake, giusto per citare i più celebri. Quasi tutti avevano una cosa in comune nel loro passato: il Mickey Mouse Club. Mentre in Italia avevamo Non è la Rai, dalla fase di Enrica Bonaccorti a quella targata Ambra (all’epoca ancora privata del cognome), negli Usa c’era Freeks and Geeks  e molto altro. C’è stata anche un’epoca in cui Mtv Italia si era dimostrata all’avanguardia, trasmettendo le prime due stagioni di That ’70s Show, serie adesso disponibile su Netflix nella sua interezza (otto annate, 200 episodi).

Un recupero totale, anche se impegnativo, è senz’altro da consigliare, non fosse altro per la sensazione di dejà vu accompagna le puntate di questa fucina di future star.

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Il parterre di protagonisti e comprimari annovera una gran quantità di volti noti: il protagonista mingherlino è Topher Grace, lo stesso Venom di Spider Man 3 e marito di Charlize Theron in Truth; la rossa protagonista è Laura Prepon, la mora lesbica di Orange Is the New Black; Mila Kunis, Ashton Kutcher, Amy Adams, Allison Hannigan, Allison Munn, Joseph Gordon-Levitt, Luke Wilson, Jessica Simpson e tanti altri interpreti (l’elenco potrebbe continuare per molto) completano il variegato quadretto che anima la serie. Andata in onda dal 1998 al 2006, la serie interamente diretta da David Trainer, soprattutto rivista adesso, a distanza di un decennio, assume le fattezze di un grande componimento generazionale. Se curiosate tra i vari “come eravamo” del caso, That ’70s Show regala anche molte occasioni di giubilo: i sei protagonisti, oltre agli impareggiabili Debra Jo Rupp e Kurtwood Smithoffrono una costante e impeccabile performance in tutte le otto stagioni.

Ma anche il lavoro musicale che viene messo in mostra è del tutto encomiabile. La successione di sigle, per esempio, disegna una serie di variazioni sul tema, che si adattano all’andamento musicale degli ultimi anni 70 (la serie è ambientata tra il 1976 al Capodanno 1980), aggiungendo tocchi elettronici e rock a seconda della situazione cronologica, tenuta sotto controllo grazie alle date riportate sulla targa onnipresente della Vista Cruiser. Non solo: molti titoli degli episodi sono colonne portanti della storia della musica mondiale.

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Dalla musica alla tv, That ’70s Show è intriso fino al midollo di cultura popolare squisitamente a stelle e strisce, ma abbastanza lampante da rendersi intellegibile a tutti, unendo il Muppet ShowStar Wars. Andando oltre al possibile dialogo storico, la serie mette in campo tematiche importanti a livello sociale: dall’omosessualità allo scontro ancestrale tra uomo e donna, mantenendosi fedele all’ambientazione storica diegetica ma anche al suo linguaggio mediale e costruendo le dinamiche tra i vari personaggi seguendo uno schema longevo, che si ritrova per esempio anche in The Big Bang Theory.

A partire dalla settima stagione, alcuni elementi del cast come Kutcher e Grace iniziarono a lasciare progressivamente la serie per sviluppare le loro carriere personali e, a quanto sembra dalla familiarità dei volti proposti dallo show, ce l’hanno fatta. E non solo loro.

Una curiosità: nonostante il casting fosse aperto solo ai maggiorenni, una quindicenne Mila Kunis riuscì a ottenere la parte di Jackie.

Teresa Nannucci