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Storie mondiali: la Bosnia e il kinefisiologo di Suarez

Curiosità mondiali. La Bosnia Erzegovina, cenerentola del mondiale e il grande gesto di Walter Ferreira, medico di Suarez

1 Durante le scorse olimpiadi CarnageNews vi aveva allietato raccontandovi retroscena e curiosità degli atleti in gara, dalle più bizzarre a quelle più curiose. E ora, è il caso di ripeterci. I mondiali brasiliani stanno entrando nel vivo con le prime partite e i primi verdetti, oltre ovviamente alle prime curiosità. La prima storia mondiale, non poteva che essere dedicata alla Cenerentola del torneo, unica squadra esordiente di questa edizione: la Bosnia Erzegovina. Se per un’Italia o un Brasile partecipare a un mondiale è quasi irrinunciabile, per altre squadre la sola presenza vale già come una vittoria. Per uno stato che fino al 1992 in pratica neppure esisteva, essendo parte della Jugoslavia, e che poi per anni è stato dilaniato dalla guerra, la sola idea di poter partecipare al mondiale rappresenta una piccola enorme gioia per tutto il popolo bosniaco, nonchè una rivincita. Ma dopo anni di tentativi in cui ci si era fermati a un passo dalla qualificazione, il 2014 ha regalato alla Bosnia-Erzegovina il tanto agognato lasciapassare per la manifestazione calcistica più importante al mondo. Nonostante il calibro di alcuni giocatori in rosa, l’eliminazione è arrivata presto, frutto più dell’inesperienza che della pochezza dei balcanici. Ma questo è solo un piccolo passo per un’intera nazione desiderosa di rinascere. Giocatore esempio della caparbietà e della forza di volontà dei bosniaci, non può essere che Misimovic. Non certo un physique du role per intenderci, il trequartista milita nel campionato cinese dove nonostante la ‘panza’ può far valere dei piedi sopraffini. Ma questo poteva bastare per giocarsi delle chance mondiali? Probabilmente no. Così con impegno e letteralmente litri e litri di sudore, Zvjedzan ha perso in pochi mesi 10 kg, al punto da scendere in campo in entrambe le partite disputate finora. La dieta rimane top secret, ma si mormora abbia mangiato solo radici e muschio per mesi, salvo concedersi una carbonara e dello whisky in vista delle partite. Passiamo ora alla seconda storia di oggi, che vede protagonista tale Walter Ferreira. Roccioso difensore argentino? Fantasista brasiliano? Nulla di tutto questo, Walter è il kinefisiologo di Suarez, stella dell’Uruguay e del Liverpool. Se anche voi vi state chiedendo come me che ruolo occupi un kinefisiologo vi accontento subito: si tratta, in parole povere, di una terapia che viene applicata in seguito a degli stop prolungati, vedi fratture. Però non è di fisioterapia che vogliamo parlare, ma di questo normalissimo uomo che ha preso un decisione che definirei ‘vitale’. Ferreira è malato di cancro, ma per permettere il recupero del bomber sudamericano, ha deciso di interrompere le cure e volare in Brasile col suo assistito. Morale della favola, dopo una sconfitta all’esordio con Suarez in panchina, durante il secondo e decisivo  match, l’attaccante uruguaiano è sceso in campo segnando i due gol che permettono alla sua nazione di restare in corsa per la qualificazione agli ottavi. Gol dedicati ovviamente a Walter che si è ritrovato in prima pagina sui giornali di mezzo mondo. Una sorta di eroe sportivo dei giorni nostri, storie che lo sport ama raccontare.