musica: recensioni

Soundwalk Collective – Before Music There Is Blood (Apollo, 2017)

Nato da un progetto tanto ambizioso quanto elitario, uno degli ultimi lavori marchiati Apollo si protende verso il campo della musica classica, accomunando gli aspetti colti dell’eredità e del contemporaneo. Un progetto diviso tra Berlino e New York, il trio costituito da Stephan Crasneanscki, Simone Merli e Kamran Sadeghi conosciuto come Soundwalk Collective, concepisce istallazioni… Read more »

AMB1702packshotNato da un progetto tanto ambizioso quanto elitario, uno degli ultimi lavori marchiati Apollo si protende verso il campo della musica classica, accomunando gli aspetti colti dell’eredità e del contemporaneo. Un progetto diviso tra Berlino e New York, il trio costituito da Stephan Crasneanscki, Simone Merli e Kamran Sadeghi conosciuto come Soundwalk Collective, concepisce istallazioni sonore, dischi concept, escursioni immersive che vanno dal field recording ma anche a collaborazioni con Berghain, Jean Luc Godard e Patti Smith. Insomma, il loro eclettismo questa volta si posa sulla pratica della musica classica. Collaborando coi più prestigiosi conservatori (quello di Shanghai, quello di San Pietroburgo e quello  di S. Pietro di Napoli) e tra i loro cortili, corridoi, aule, hanno registrato ore e ore di prove degli studenti alle prese con le interpretazioni dei grandi compositori. Queste registrazioni sono l’esperimento che interroga la musica e in particolar modo l’armonia, inserendo le note al di fuori del loro contesto, scivolando le une nelle altre, fuori dai muri, dalle finestre, dalle porte del conservatorio.

Le melodie sono il risultato di composizioni anarchiche in cui i compositori si fanno eco in uno spazio acustico. Frammenti fantasma di conversazioni, archi che diventano droni oscillanti ed altre alterazioni (oltre ai contributi dell’ospite del disco Max Loderbauer che contribuisce di non poco alla resa delle varie modificazioni sonore).

Insomma, incrociare Scarlatti con Mussorgsky o conversazioni con scale armoniche non è frutto di fantasia, ma della ricostruzione di un’altra storia possibile, probabilmente che sta ancora prima della musica, come suggerisce il titolo di questo lavoro: l’uomo, fino a prova contraria, è sempre esistito nelle epoche storiche, e forse la musica ha creato uno squarcio istoriale in cui noi siamo entrati e da cui a volte siamo usciti, come in questo caso.

Riccardo Gorone