Cinema

Speciale RATS: “Bathrooms” di Lorenzo Bechi

RATS Independent Films presenta “Bathrooms” di Lorenzo Bechi, un film al limite della claustrofobia sul dietro le quinte del quotidiano Carnevale sociale.

Convenzioni sociali, rituali di approccio e accoppiamento, dilemmi interiori, confronto con la propria immagine: tutti questi aspetti della quotidianità umana vengono messi a nudo da Lorenzo Bechi nel suo Bathrooms. Proprio nei bagni si consumano tutti questi scontri, durante i preparativi per la messa in scena sociale affrontata ora dopo ora. Girato in bianco e  nero, popolato da una serie di personaggi che si fanno carico ognuno di un particolare conflitto interiore, il film si concentra sul dietro le quinte delle relazioni pubbliche che, per quanto amichevoli siano, implicano sempre una dose variabile di finzione. Tutto cercando di ispessire quella linea molto sottile che costituisce il confine tra il vero e il finto, tra l’accettabile e il ridicolo.

I costumi e le parrucche diventano così funzionali non solo alla festa di Carnevale che, si presuppone, abbia luogo nella diegesi, ma anche e soprattutto a quella trasformazione che lascia libere di uscire le profonde tentazioni, le segrete libertà che in rare occasioni è lecito esplicitare. Bechi riesce nel suo intento, anche grazie a personaggi semplici a partire da alcune scelte di sceneggiatura: accento marcato, linguaggio semplice, frasi reticenti eppure molto familiari.

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Il mondo in bianco e nero è abitato da corpi costretti a più livelli: primo fra tutti quello oggettivo, poiché il bagno (e i bagni) delinea uno spazio delimitato che comprime fisici e menti, costringendole a cozzare tra loro fino al cedimenti di almeno una loro parte. Ma questi corpi sono costretti anche nelle loro aspirazioni, nella loro sensazione che la realtà dei fatti non permetta ai loro desideri di avverarsi, come se rimanessero bloccati nella rete che compone il tessuto sociale e familiare in cui vivono.

Non ultimo, il confronto con se stessi risulta complicato, quando non impossibile e oscuro, ai personaggi. Sempre in cerca di un confronto con il loro vero volto, eppure incapaci di coglierne le reali fattezze; sempre in cerca di qualcuno di fidato che sia in grado di svelare segreti per carpire le immagini, eppure restii a lasciarsi completamente scoprire dalle altre persone. I rapporti con il mondo circostante e le altre persone, per quanto complicati possano essere, si mostrano in tutta la loro dipendenza dal fattore personale, dall’incapacità di risolvere dubbi esistenziali che attanagliano ognuno all’interno della propria coscienza.

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Dopo Una società di servizi di Luca Ferri, il RATS Independent Films propone un binomio di riflessioni sugli spazi, opposte tra loro: se nel primo caso la vastità delle architetture annega i movimenti umani, nel secondo le pareti comprimono i corpi costringendoli a un confronto reciproco, spesso non richiesto. In questo, probabilmente si cela la forza maggiore di Bathrooms, nella costrizione che mette a nudo (o almeno ci prova) le singole persone, riducendo drasticamente le possibilità date per sottrarsi alle imposizioni e alle dinamiche sociali.

Teresa Nannucci