rubriche: La Pornoguida di Bill Linds

Public Invasion. Real Sex con una porno attrice

Secondo numero de “La pornoguida di Bill Linds” dedicato al più educato dei porno attori: Robert Rosenberg. Real Sex con una porno attrice

PORN ALERT!

Digitare reality come parola chiave in un database di filmati porno richiama ad un’ambiguità di fondo. Di quale realtà parliamo?
Per un fruitore medio si tratta, di solito, di ricercare ciò che più si avvicina al sesso “autentico”. Quello performato “naturalmente”, senza una sceneggiatura forte alla base, con un set improvvisato e uno sviluppo narrativo – in teoria – non prevedibile. Viene in mente l’homemade più classico, quello legato a dinamiche simili al documentario: la realtà come grande enunciatore, personaggi realmente esistenti, autentiche coppie che attuano una performance. Eppure, è chiaro, tale autenticità è relativa unicamente alle coordinate di genere: è un contratto tra film e spettatore che prevede che il mondo narrato – quindi finzionale – coincida con quello reale.
Da tali elementi sembra prendere spunto l’attore e filmmaker ceco Robert Rosenberg con il suo Public Invasion.  L’idea del brand consiste nel girare una scena all’aperto, in un luogo pubblico, all’interno del quale lo stesso Rosenberg – attore e operatore, secondo i canoni del POV – regala danaro a una giovane donna in cambio di una sveltina. La ragazza tuttavia è un’attrice e la scena è stata, com’è ovvio, premeditata.
Eppure, circoscrivere il prodotto indicandolo come il classico esempio di falso amatoriale – alla stregua del mockumentary – si rivelerebbe inesatto. Le ragioni sono molteplici e riguardano lo stile, le modalità realizzative e le tecniche di recitazione degli attori.
Nel video denominato ufficiosamente Big Titty Public Fuck, ci troviamo ai bordi di una trafficata superstrada: Robert si presenta offrendo soldi alla prosperosa attrice (Jasmine Black) chiedendole di mostrare il seno. Ma, precisa, “Just to have fun”: se la ragazza non se la sentisse, nessun problema. E da lì in poi, l’innesco del climax; l’attrice ovviamente acconsente e l’amplesso procede secondo le modalità narrative più classiche: fingering, blowjob, penetrazione (in doggystyle) e money shot.

Il tutto a poca distanza dal passaggio delle automobili, rigorosamente ripreso in soggettiva e con rarissimi stacchi di montaggio. Sulla piattaforma Xvideos un commento: “This guy is very polite”.
Il medesimo canovaccio si ripete in ogni singolo filmato: Robert che abborda qualcuna all’aperto, chiede gentilmente di mostrare qualcosa in cambio di ventimila corone e a mano a mano che la vicenda procede, le richieste continuano. A Julie Silver , ad esempio, chiede e ottiene di passare all’anal. Lo stesso avviene in Blonde Public Doggystyle ma in questo caso gli impedimenti dovuti ad una momentanea indisposizione dell’orifizio (come è norma nella “realtà”) non permette la piena realizzazione dell’atto. Tuttavia Robert è sempre gentile e rassicura: “Just try, if something goes wrong just tell me”.
L’interesse di un prodotto come quello rappresentato  non riguarda, quindi, il fatto che l’autore abbia finto di realizzare un real-sex porn, quanto più l’idea di innestarne alcune coordinate di genere all’interno di un prodotto costruito secondo i canoni del porno mainstream. In altri termini, Public Invasion non fa film amatoriali; tuttavia costruisce un set adatto all’imprevedibilità (il luogo pubblico), uno stile registico (soggettiva e macchina a mano) quasi privo di tagli di montaggio e una preparazione dei performer un po’ improvvisata che non sempre consente la praticabilità di alcuni atti sessuali (l’anal in primis). Ma ovviamente, attrici professioniste. Tra queste non può mancare la stessa moglie di Robert: Janet Alfano.
Per chi avesse fretta, qui una valida summa.

William Linds

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