Musica

Pistoia Blues 2013 – Il flop di Liam Gallagher

L'entusiasmo per i Beady Eye pare non esistere qui a Pistoia. Una piazza semivuota accoglie la band di Liam Gallagher, in tour per presentare il nuovo disco BE, nonostante di nuovo ci sia ben poco. Dopo l'allontanamento di Noel, il fratellino e il suo gruppo hanno deciso di continuare a suonare cambiando nome ma senza cambiare di una… Read more »

L'entusiasmo per i Beady Eye pare non esistere qui a Pistoia. Una piazza semivuota accoglie la band di Liam Gallagher, in tour per presentare il nuovo disco BE, nonostante di nuovo ci sia ben poco. Dopo l'allontanamento di Noel, il fratellino e il suo gruppo hanno deciso di continuare a suonare cambiando nome ma senza cambiare di una virgola il proprio stile, tant'è che il primo disco nel 2011 aveva fatto crescere del 40% l'industria inglese dei vinili (insieme ai colleghi Radiohead e Adele), trascinato dallo shock per lo scioglimento del brand Oasis. Ma a tutt'oggi l'interesse del pubblico pare essersi stemperato. D'altronde lo shock non poteva durare troppo a lungo.

Non importa se lo show è stato troppo breve, anzi, Gallagher andrebbe ringraziato per aver smesso presto di cantare, vista la sua più totale incapacità di essere in armonia con il resto. Forse gli importerà poco di essere stato fischiato dal rado pubblico del Blues (milleottocento persone, sicurezza e paninari compresi), ma preferirà di gran lunga starsene in curva ad inveire contro gli avversari del suo football club preferito. Con una voce così si possono cantare solo cori da stadio.

Ma è preoccupante la scarsa affluenza di pubblico? No, alla luce di questi due paragrafi è naturale se pensiamo al rapporto qualità/prezzo (i.e. biglietti). Piuttosto diventa preoccupante la cocciutaggine con cui un festival come Pistoia Blues fa di tutto per avvicinare i giovani senza avvicinarsi a loro. Quello che manca è il contemporaneo. Di nessuna rilevanza i djset proposti per l'aftershow, tra britpop mixato male e l'house sound degli '80s. L'Operazione Nostalgia è fallita. Il gusto popolare è cambiato. La gente non ha ballato grazie alla musica, ma nonostante essa.

Forse la campagna in favore della musica dal vivo lanciata dall'ex assessore alla cultura del comune di Milano, Stefano Boeri, e diretta al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Massimo Bray, verrà seriamente presa in considerazione, ma viste certe close relationships del ministro possiamo pure dubitare.

 

Davide Cannella

Video di Roberto Beragnoli