Editoriali

Nobel per la Letteratura 2014 a Patrick Modiano: le sorprese non finiscono mai

Patrick Modiano premiato col Nobel alla Letteratura 2014: le sorprese non finiscono mai

Anche quest’anno l’attribuzione del Nobel per la Letteratura ha colto tutti quanti di sorpresa, spiazzando chi aveva suggerito una rosa di nomi che circola ormai da diversi anni (Roth, Pynchon, Mc Carthy, Murakami, Auster), lasciando un’inevitabile strascico di polemiche e interrogativi. Patrick Modiano (nella foto in basso), autore francese classe 1945, autore di ben ventisette romanzi per adulti e uno per ragazzi, nonché sceneggiatore e documentarista (quest’ultima passione si avverte chiaramente nella frequente ambientazione dei suoi romanzi nella Parigi assediata dal nazismo), che ha fatto proprie le tematiche della memoria e della coscienza della propria identità, come nel suo ultimo romanzo L’orizzonte (Einaudi, 2012). Complimenti al romanziere transalpino che, immaginiamo, sarà stato colto dalla medesima sorpresa di Alice Munro, vincitrice nel 2013, che seppe di aver ricevuto l’ambito premio per telefono.

Patrick Modiano, écrivain. 2012.

Questo il resoconto degli eventi. Tuttavia, le scelte fatte dalle varie commissioni negli ultimi anni rischiano di tracciare una (discutibile?) linea di pensiero: forse per mostrare con forza che la vera scrittura non è morta, né che si è piegata alle leggi del mercato editoriale, le attenzioni sembrano rivolgersi ad autori meno noti al grande pubblico. Pensiamo, solo per citare esempi dell’ultimo decennio, l’attribuzione ad un altro francese, Jean-Marie Gustave Le Clezio nel 2008, al poeta svedese Tranströmer nel 2011 o allo scrittore cinese Mo Yan nel 2012 (invece che al favoritissimo Haruki Murakami, nella foto in basso)).

Da sempre, lo svincolo tra i Premi e le vendite di un autore sono uno dei cardini della libertà del Nobel. Quanti di voi conoscono (per non dire che hanno letto) le opere di Gao Xinjiang (2000), Derek Walcott (1992), Camilo Josè Cela (1989), Wole Soyinka (1986) o Jaroslav Seifert (1984)? D’altronde, uno dei meriti del Nobel è quello di dare visibilità a scrittori che, per lontananza geografica o scelte editoriali dei singoli paesi, a volte non sono arrivati al grande pubblico. Se di questo bisogna rendergli merito, bisogna anche mettere però l’accento su questa tendenza ad insignire, forse un po’ troppo pretestuosamente, autori di minor qualità, rispetto ad altri “mostri sacri” della letteratura mondiale, capaci di esprimere tematiche e linguaggi universali, che sondano ampi spettri concettuali.

carnagenews_murakami

Ma qui si entrerebbe in un’altra questione, ovvero se sia preferibile scegliere chi è capace di abbracciare un pieno orizzonte oppure chi si concentra su un problema o una situazione particolare. Sarebbe facile replicare a queste decisioni tirando in ballo il proprio gusto personale e non sarebbe, in fondo, nemmeno giusto. Personalmente mi trovo sempre più in disaccordo con le scelte del Nobel (come della maggior parte dei premi letterari, del resto), e non lo dico per mera polemica, ma semplicemente perché non ci trovo niente di sbagliato nel premiare uno scrittore famoso ed affermato, che non può avere (come unica colpa) quella del proprio successo editoriale.

Le vendite sono parte ineludibile nell’equazione della letteratura, poiché senza di esse (probabilmente) non avremmo persone in grado di svolgere questo compito come un lavoro. E a chi ribatte che esiste un gran numero di autori sconosciuti, che racchiudono nel segreto delle loro pagine una bellezza che forse tanti non conosceranno mai, e che quindi vanno preservati e incoraggiati, dico: “avete ragione, ma non per questo dobbiamo penalizzare chi crede nel proprio mestiere e lo fa con successo.”

Le polemiche, sicuramente, ci saranno sempre, perché ciascuno di noi ha uno o più beniamini che vorrebbe vedere premiati ma, purtroppo, non c’è spazio né tempo sufficiente per tutti. L’importante, a mio avviso, non è tanto chi viene insignito dai riconoscimenti, quanto che non si smetta di scrivere né di regalare agli altri storie in grado di far emozionare.

 

Simone Baldi