Editoriali

MACBA: la Col-lectiò 31, l’omaggio al Punk in una “contemposprettiva”

Il Punk visto dal MACBA mostra la varietà dei fenomeni e(ste)tici nella nostra epoca che sembra ancora in grado di forgiare arte dalle ceneri di movimenti che, già dalla parola che li definisce, passano lasciando tracce che possono essere seguite, insabbiate.

Nel luglio 2016 viene inaugurata la mostra dedicata alla 31a collezione delle opere del MACBA, il museo d’arte contemporanea di Barcellona nello spazio museale di Plaça dels Angels della città. La collezione si sviluppa secondo tre grandi tematiche: esperienza, tempo e conflitto. In particolare l’ultima, sembra essere quella che più determina lo sguardo del fruitore che, sarà pur banale, oggi si trova faccia a faccia proprio con vari generi di conflitti: il conflitto viene analizzato sotto varie forme e nell’interrogazione della propria sostanza.

20160727_130320_resizedAttraverso varie tecniche i percorsi espositivi si costituiscono tramite istallazioni, video, foto, il complesso degli artisti propone la propria interpretazione, il proprio cammino, la propria visione.
20160727_123541_resizedNon stupirà quindi vedere accanto alle opere perenni di Tapies, anche i video di Vito Acconci, di Joan Jonas o di Fischli & Weiss; e non sarà nemmeno fuori luogo accostare Cildo Meireles a Piero Manzoni o Bruce Nauman assieme a Harun Farocki; colpiscono i lavori di Hans Haacke assieme alla parentesi di Matta-Clark che bene si sposa con quell’estetica dell’archivio di Broodthaers e che, passando da sezione a sezione, con continuità, trovarsi davanti al filo spinato di Mircea Cantor fatto di impronte di polpastrelli.

Va, oltre che per concetti, per immagini, il percorso all’interno della struttura, per suoni, un viaggio multimediale che non trova difficoltà a passare dalla guerra al Punk.
20160727_132532_resizedNon a caso, al MACBA, è stata allestita un’importante mostra dedicata al noumeno punk, oltre che al suo fenomeno. Si parla di “tracce” del punk, quello che ha lasciato o che ispira il punk nelle sue manifestazioni che, come cerchi concentrici, inglobano una moltitudine di argomenti. Chiaramente lo sguardo della mostra non rimane ancorato alla dimensione esclusivamente brit di metà anni 70, piuttosto si parte dallo strabismo storico di Greil Marcus (tesi del suo libro Lipstick Traces, in cui scova le radici ulteriori del movimento nei manifesti come il Dada o il surrealismo) che vede nelle critiche del punk i sublima di altri fenomeni intellettuali come quelli situazionisti. Ecco, il percorso del museo propone il percorso inverso: non il punk come canale di scolo, ma come cartina tornasole delle manifestazioni artistiche contemporanee. Non si faticherà a trovare le irriverenze di Paul McCarthy, le ironie di Martin Kippenberger, Raymond Pettibon, l’irriverenza di Giorgio Torres.
20160727_132755_resizedMolte istallazioni richiamano la libertà dell’atto artistico, come lo sfogo di un’ipotetica band rinchiusa in cassaforte, strumenti che azionati automaticamente ricordano le opere di Picabia.
La musica è solo un aspetto del grande regno del punk. Come i manifesti/stendardi che, svuotati dei loro significati ricontestualizzano un possibile movimento reazionario con colori e forme rivisitate (si pensi anche al film No. I giorni dell’arcobaleno, in cui la “felicità” diventa slogan contro la dittatura di Pinochet). Così come vengono ricontestualizzati gli aspetti sonori del noise: non più come reazione bensì come risultato estetico nelle diverse istallazioni (da meccanismi percussivi a feedback di microfono e amplificatore). Il noise si comprende grazie ad un silenzio riflessivo, ad una contemplazione dello spazio circostante.

20160727_123324_resizedIl Punk visto dal MACBA mostra la varietà dei fenomeni e(ste)tici nella nostra epoca che sembra ancora in grado di forgiare arte dalle ceneri di movimenti che, già dalla parola che li definisce, passano lasciando tracce che possono essere seguite, insabbiate.

Consiglio di visitare questo link per poter seguire con linea temporale che accorpa musica, storia e immagini per un itinerario storico curato dall’inizio alla fine:

Di seguito la playlist curata da David Armengol per MACBA: