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Lodi, lodi, lodi a “Masters of Sex”

Lo scorso 15 dicembre si è conclusa la prima stagione di Masters of Sex, senza dubbio uno dei migliori show di quest'anno seriale. Showtime ci ha infatti proposto una serie elegante e intrigante, riprendendosi così parzialmente dalle figuracce fatte con Dexter e Homeland. Creata da Michelle Ashford (The Pacific) e ispirata alla biografia Masters of Sex: The… Read more »

Lo scorso 15 dicembre si è conclusa la prima stagione di Masters of Sex, senza dubbio uno dei migliori show di quest'anno seriale. Showtime ci ha infatti proposto una serie elegante e intrigante, riprendendosi così parzialmente dalle figuracce fatte con Dexter e Homeland.

masters-of-sexCreata da Michelle Ashford (The Pacific) e ispirata alla biografia Masters of Sex: The Life and Times of Williams Masters and Virginia Johnson, the Couple Who Taught America How to Love di Thomas Maier, la serie è incentrata sulla storia vera (ovviamente, con qualche modifica) di William Masters (Michael Sheen) e Virginia Johnsons (Lizzy Caplan), pionieri nella ricerca scientifico/accedemica sulla sessualità negli anni '60.

Prima di tutto, se mi metti in scena la difficile vita dei ricercatori incompresi, io già mi identifico e mi commuovo a priori. Ma questa è una cosa personale, quindi ora cercherò di fare l'articolista seria. Con Masters of Sex potremmo usare la definizione “piacevolemente delusi”. Insomma, secondo me abbiamo pensato tutti la stessa cosa quando per la prima volta abbiamo letto un titolo contenente la parola “Sex”: Showtime ha finalmente fatto un semi-porno e ha il coraggio di chiamarlo con il suo nome. Beh, niente di più lontano dalla realtà. È infatti bastato il pilot per farci capire che, più che con Gola profonda, avremmo avuto a che fare con una specie di Mad Men. Certo non ne guarderei mai una puntata insieme a mia nonna, ma le scene di sesso, anche se certamente esplicite, sono molto garbate, oltre a dare spesso la sensazione di “clinicità” (dopotutto, sempre di scienza largestiamo parlando). Da qui la piccola delusione, seguita però immediatamente dal piacere nello scoprire un gran bella nuova serie.

In Masters of Sex il sesso è solo un filo conduttore tra storie ben più rilevanti e interessanti. Si rivela infatti il pretesto per scavare nelle ansie e nelle paure dei personaggi, rendendoceli da subito umani e veritieri. Ma anche e soprattutto per smascherare le ansie, le paure e le ipocrisie di un'epoca bigotta e maschilista.
Nel corso della stagione, sono i personaggi femminili a guadagnare una sempre maggiore importanza nel racconto, sono infatti le donne ad essere forti, tenaci, aperte, capaci. Mentre gli uomini, dal canto loro, Masters-of-Sex-110faticano a stare al passo, dimostrandosi spesso disorientati, deboli, raramente all'altezza delle situazioni. Emblematica, in questo senso, la parte finale in cui Masters espone i risultati della ricerca: finché si parla di sessualità maschile, i dottori in sala sono tutti brindisi e battute fra buddies. Quando arriva la parte femminile, il disagio inizia a crescere fino a culminare nel fallimento più totale all'affermazione che, sessualmente, le donne sono “superiori” agli uomini. Senza poi contare il fatto che, senza Virginia, lui proprio non ce la può fare.

In tutto questo, le relazioni interpersonali si dimostrano coinvolgenti e mai banali, andando infine a diventare tasselli importanti e fondamentali di un maestoso (e tecnicamente perfetto) mosaico storico, sociale e culturale.
Masters of Sex tornerà nell'autunno 2014 con la seconda stagione, dopo averci lasciato con un cliffhanger da maestri. Sarà una lunga attesa.

Paola Brembilla