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“L’immaginazione feroce” | I manifesti di Ca Balà degli anni Settanta

Storia della rivista “Ca Balà” all’Accademia delle Belle Arti di Firenze

Ca Balà n.6, nuova seriePer quasi un decennio ha rappresentato un punto di riferimento a livello nazionale di quell’umorismo grafico e di quella satira politica che attingeva alle auto-produzioni 60/70. Un vero caso – editoriale e non solo – Ca Balà, la rivista pubblicata a Firenze dal 1971 al 1980.A ripercorrerne la storia saranno gli stessi fondatori, Graziano Braschi, Berlinghiero Buonarroti e Paolo della Bella, nel corso dell’incontro “L’IMMAGINAZIONE FEROCE – I manifesti di Ca Balà degli anni Settanta” in programma martedì 29 aprile alle ore 10 presso l’Aula Minerva dell’Accademia di Belle Arti di Firenze (via Ricasoli, 66).L’incontro – aperto al pubblico – è organizzato in collaborazione con il Centro Studi Politici e sociali Archivio Storico “Il Sessantotto” e pone l’attenzione sulle tecniche grafiche, oltre che sui contenuti, di Ca Balà, da cui scaturirono celebri manifesti, copertine e gadget.
Partendo da buone basi di conoscenza e pratica dell’espressionismo e della figurazione pop, Buonarroti, Braschi e della Bella guardarono alle avanguardie storiche come il dadaismo e il surrealismo oltre che al teatro tedesco fra le due guerre.
Fra le maggiori influenze vi sono quelle alimentate dalle riviste d’impostazione underground  che in quegli anni iniziavano ad apparire sulla scena internazionale. Ca Balà rappresentò una novità nello scenario satirico italiano, un “momento di rottura del grigio momento politico e culturale che l’Italia sta attraversando” (cfr. Adolfo Chiesa, “La satira politica in Italia”).

Tra i collaboratori della rivista Andrea Rauch, Giuliano Rossetti, Max Capa, Paolo Albani, Jacopo Fo, Claudio Mellana… Di Ca Balà si sono occupati Umberto Eco, Cesare Zavattini, Nicola Tranfaglia, Sergio Saviane e Mario Spinella.