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Lèa Seydoux e il cast di “La vita di Adele”

E' il film dell'autunno, forse non esagero a definirlo dell'anno. E' certamente un film che fa discutere, riflettere, commuovere, scandalizzare (banalità, cosa oggi in realtà scandalizza davvero?). I titoli su vari giornali hanno gridato “La Vita di Adele, 3 ore di sesso bollente” ma va ben oltre il rapporto fisico. E' una storia d'amore e… Read more »

adele-exarchopoulos-lea-seydouxE' il film dell'autunno, forse non esagero a definirlo dell'anno. E' certamente un film che fa discutere, riflettere, commuovere, scandalizzare (banalità, cosa oggi in realtà scandalizza davvero?). I titoli su vari giornali hanno gridato “La Vita di Adele, 3 ore di sesso bollente” ma va ben oltre il rapporto fisico. E' una storia d'amore e di formazione. La crescita della quindicenne Adele, il percorso dall'adolescenza all'età adulta, alla conoscenza e scoperta di se', che passa attraverso l'amore per Emma.
Ispirato al romanzo a fumetti "Le bleu est une couleur chaude" (Il blu è un colore caldo) di Julie Maroh, è stato presentato in anteprima allo scorso Festival di Cannes, vincendo la Palma d'oro come miglior film. E mettendo in luce il talento delle sue giovani protagoniste.

Adèle Exarchopoulos è la liceale di Lille, Adèle. Nel fumetto si chiamava Clémentine ma il regista Abdellatif Kechiche ha deciso di cambiarlo come il vero nome dell’attrice, convinto che questo potesse farla entrare di più nel personaggio. Exarchopoulos, ancora poco conosciuta al grande pubblico, è nata a Parigi il 22 novembre 1993, figlia di un insegnante di chitarra e di un'infermiera, ha il nonno paterno greco. All'età di nove anni, i genitori la convinsero a iniziare a recitare per vincere la sua timidezza e lei continuò a prendere lezioni fino al debutto nel film “Martha” del 2005. L'anno dopo recitò per la prima volta in televisione nella serie “R.I.S Police scientifique” ed ottenne un ruolo nel film “Boxes”. Nel 2010 ha raggiunto la notorietà con “Vento di primavera” (La Rafle in francese) accanto alla brava e bella Melanie Laurent, parte della nuova generazione di attrici francesi. Recentemente ha posato quasi senza veli per GQ (ormai la timidezza è alle spalle) e sul primo incontro con il regista Kechiche ha raccontato: «Mi sono presentata al casting e lui mi ha portata in pasticceria. Mi ha detto che non ha avuto più dubbi dopo avermi vista mangiare una fetta di torta al limone. Gli piaceva come muovevo la bocca, come masticavo: lo trovava molto sensuale. Del resto lui ha una specie di feticismo per la bocca: nel film la mia è inquadrata spessissimo.» E' fidanzata con l'attore francese Jeremiè Laheurte (conosciuto durante i cast) che per una parte del film interpreta proprio il ragazzo di Adele, Thomas. Il regista ha voluto il massimo del realismo per tutto il film, rendendo le riprese un'esperienza estrema e le scene più spinte girate moltissime volte (si parla di 700 ore di girato) per rendere al meglio la fusione tra le due protagoniste, al punto che Adèle ha avuto bisogno di prendersi una lunga vacanza con il fidanzato: «Kechiche non smetteva di filmarci, anche quando non giravamo, mentre dormivamo, mangiavamo e tornavamo a casa: una volta mi ha seguita anche in bagno e ha messo la scena nel film. Lui vuole la verità e pretende che tu gli dia tutta te stessa. In tutta la sua difficoltà, alla fine le scene di sesso sono venute e passate. Kechiche voleva che stessimo sempre insieme io e Lea, e capisco il perché. Per me è stato più difficile la parte della rottura, in cui dovevamo piangere, prenderci a schiaffi, quelli erano veri. Insomma, più del sesso è stato difficile rendere le emozioni, il loro cambiamento».

Léa Seydoux interpreta Emma, la pittrice dai capelli blu, non certo una esordiente ma una bella realtà per il cinema francese. Parigina nata il 1 luglio del 1985 per “la massa” è la protagonista dell'ultimo spot del profumo Candy di Prada (regia di Wes Anderson e Roman Coppola) ma ha all'attivo molti film d'autore. Léa è figlia di Henri Seydoux, presidente della casa di produzione cinematografica Pathè e pronipote di Nicolas Seydoux, presidente della Gaumomt (la sua famiglia ha fatto la storia dell'industria cinematografica francese). Sua madre è Valérie Schlumberger fondatrice della boutique CSAO (Compagnie d’Afrique du Sénégal et de l’Afrique de l’ouest), che nel corso degli anni ha promosso i lavori di molti artisti africani e la stessa Léa ha lavorato come modella per la loro linea di gioielli “Jokko”. Timidissima fin da ragazzina voleva diventare una cantante d'opera e si iscrisse al conservatorio, ma la sua timidezza le fece abbandonare l'idea. Decise di superare la cosa all'età di 18 anni e diventare attrice, prendendo lezioni di recitazione prima al “French drama school Les Enfants Terribles” poi all'Actors Studio di Ney York con Corinne Blue. Recita in varie pellicole francesi fino al 2009 quando ottiene una piccola parte in “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino. Recita in “Robin Hood” di Ridley Scott e prende parte all'audizione per il ruolo di Lisbeth Salander in “Millennium”, non venendo scelta. Ma Woody Allen, uno dei suoi registi preferiti, la vuole in “Midnight in Paris” dove interpreta la delicata Gabrielle. Nel 2012 è stata protagonista del bellissimo “Sister” di Ursula Meier e dopo “La vita di Adele” la vedremo nel francese “Grand Central” e nell'atteso “The Grand Budapest Hotel” di Wes Anderson.
Si sente una ragazza con i capelli corti anche quando li ha molto lunghi perchè «credo di avere acquisito una femminilità “virile”. Sono diventata più simile agli uomini: non ho più problemi a mettermi a nudo, purché non si tratti di sentimenti.» Cresciuta tra l'elegante quartiere di Saint-Germain e Dakar, dove sua mamma faceva beneficenza, è molto amica di Louis Garrell e ha recentemente ammesso di essere single ma la sua vita privata è top secret.
Entrambe le protagoniste della “Vita di Adele” hanno dichiarato che girare il film è stato estenuante sia emotivamente che fisicamente e molte scene di sesso anche umilianti. Ma è stata l'esperienza fin ora più arricchente della loro carriera. In un'intervista di qualche mese fa, alla domanda se il film aiuterà le ragazze a fare coming out o la gente ad accettare maggiormente l’omosessualità Léa e Adèle hanno risposto: «Spero di sì, questo tema era uno dei motivi per cui avevo accettato la parte. Faccio cinema anche per cambiare le cose, per cambiare il mondo.» E Seydoux aggiunge: «Spero sempre e comunque che gli spettatori siano di mente aperta e che nel film vedano davvero qualcosa di più, qualcosa che va molto oltre una storia omosessuale.»

 

Luisa Lenzi

  • Paolo Scatolini

    ” molte scene di sesso anche umilianti”
    comunque sapevano che film stavano girando e cosa dovevano fare. Certo un film come quello sprona gli attori a “mettersi a nudo” non solo fisicamente quindi è ovvio che si provi disagio ma un attore deve saper affrontare anche questo

  • Paolo Scatolini

    e non sono solo tre ore di sesso bollente, è una storia d’amore

    • Paolo Scatolini

      che poi il sesso bollente saranno 15 minuti su tre ore di film