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“La schiuma dei giorni”, il capolavoro di Boris Vian

È difficile non essere d'accordo con Raymond Queneau che disse di quest'opera "È il più straziante dei romanzi d'amore". Nato dalla penna di Boris Vian, artista eclettico, scrittore, ingegnere, musicista e poeta, "La schiuma dei giorni" è visto come il capolavoro assoluto dell'autore, al punto da essere adottato come romanzo di formazione nelle scuole francesi. Si tratta di… Read more »

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È difficile non essere d'accordo con Raymond Queneau che disse di quest'opera "È il più straziante dei romanzi d'amore". Nato dalla penna di Boris Vian, artista eclettico, scrittore, ingegnere, musicista e poeta, "La schiuma dei giorni" è visto come il capolavoro assoluto dell'autore, al punto da essere adottato come romanzo di formazione nelle scuole francesi. Si tratta di un romanzo 'difficile', che rischia di essere preso come una fantasiosa storia d'amore, ma che in realtà nasconde significati e sfaccettature di grande spessore. Nella postfazione dell'edizione italiana del romanzo, Daniel Pennac scrive:

Un libro di questo calibro può essere letto più volte, nel corso degli anni, traendone impressioni e suggestioni diverse. A diciott'anni prevale la griglia della passione amorosa, a quaranta quella della critica sociale, a sessanta quella del pessimismo della tragedia che tutto annulla.

Il romanzo ci racconta la tenera storia d'amore tra Colin e Chloe, e l'improvvisa malattia che la colpisce al ritorno dalla loro luna di miele. Le sta crescendo una ninfea nel polmone destro e l'unico modo per rallentarne la crescita è quello di circondarla di fiori freschi. Mi sembra chiaro che questo libro di ordinario abbia veramente poco: il mondo creato da Vian è assolutamente fantasioso, l'unico filo conduttore è il coloratissimo e fiabesco surrealismo che ne compone ogni sua parte. È normale quindi imbattersi in topolini parlanti, vendite di cuochi in cambio di caffè belga, salami urlanti, anguille che fuoriescono dai lavandini, marciapiedi che sprofondano a seconda dell'umore delle persone che lo calpestano e pianoforti che preparano cocktail. Ma non di solo surrealismo vive quest'opera. schiumaÈ innanzitutto un libro che parla d'amore, quello puro e semplice, in parte platonico e in parte dantesco, candido al punto da non avere necessità di alcuna spiegazione razionale. Lui, Colin, col folle desiderio di innamorarsi è disposto a ogni sacrificio per lei, Chloe, semplicemente graziosa, dolce, delicata come la ninfea che mette a repentaglio la sua vita. E qui il libro assume un significato completamente diverso, quando ci mostra anche l'altro lato della medaglia, la tragedia, che si oppone alla bellezza e alla serenità dell'amore facendo sì che il fantasioso mondo di Vian inizi a spegnersi lentamente. Vediamo splendide vetrate che si opacizzano e non lasciano più passare i raggi del sole, l'enorme casa di Colin che si rimpicciolisce man mano che la vitalità di Chloe va spegnendosi, fino addirittura a scomparire, o come il fidato cuoco Nicolas che non regge la sofferenza di Chloe e inizia invecchiare precocemente. Fino al tragico finale, quando al ricco e sfarzoso matrimonio si contrapporrà il povero e disonorevole funerale, fatto di portatori sghignazzanti, con una scatola nera piena di bozzi al posto della bara per poter essere lanciata dalla finestra invece che trasportata a braccia, un 'camion funebre' che costringe i parenti del defunto a correre per non perdere terreno, e ciliegina sulla torta, un Gesù crocifisso dallo sguardo vagamente annoiato. Come non parlare quindi di un'altra componente essenziale del libro, ovvero la critica alla società, sia che si tratti di religione, guerra o mondo del lavoro. Significativo è il seguente passaggio, tratto da una delle ultime pagine del libro, che evidenzia fin troppo palesemente l'opinione di Vian sulla chiesa:

"No" disse Colin. "Potrei al massimo arrivare a cento se lei accettasse di essere pagato a rate. Ma lei si rende conto di quello che vuol dire "Chloé è morta?" "Sa" disse il Religioso "sono abituato, e così non mi fa più effetto. Dovrei consigliarle di rivolgersi a Dio, ma ho qualche timore che, per una somma così modesta, ci sia qualche controindicazione ad andarlo a disturbare…"

Concludo con un ultimo estratto. Si tratta di uno dei tanti colloqui assurdi sostenuti da Colin ,costretto a cercare paradossali lavori per sostenere le ingenti spese floreali per mantenere in vita la sua amata (come ad esempio covare fucili, lavoro che gli frutterà solo un precoce licenziamento perché talmente pieno d'amore da far spuntare solo fucili con una rosa bianca di metallo sulla propria punta).

"Ah!… Bah!…" borbottò il direttore. "Lei sa per quale tipo di impiego noi assumiamo personale?" "No" disse Colin. "Neanch'io…" disse il direttore. "Devo chiedere al mio vice-direttore. Ma non mi sembra che lei possegga i requisiti necessari per questo lavoro". "Perché?" domando Colin a sua volta. "Non lo so…" disse il direttore.

​Solo due cose meritano di essere vissute a pieno secondo Colin/Vian. L'amore e la musica. Specialmente quella di Duke Ellington.