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A Jazz Supreme 2017 – il jazz in Sala Vanni a Firenze

sabato 21 ottobre GIANLUCA PETRELLA trio 70’s featuring JOHN DE LEO   venerdì 27 ottobre THE CLAUDIA QUINTET   venerdì 3 novembre REINIER BAAS & BEN VAN GELDER   venerdì 10 novembre ROB MAZUREK & JEFF PARKER venerdì 17 novembre FRANCESCO PONTICELLI 6tet “Big Mountain, Small Path” venerdì 24 novembre HUMAN FEEL Prima edizione  Sala Vanni / Piazza… Read more »

sabato 21 ottobre
GIANLUCA PETRELLA trio 70’s featuring JOHN DE LEO  

venerdì 27 ottobre
THE CLAUDIA QUINTET  

venerdì 3 novembre
REINIER BAAS & BEN VAN GELDER  

venerdì 10 novembre
ROB MAZUREK & JEFF PARKER

venerdì 17 novembre
FRANCESCO PONTICELLI 6tet “Big Mountain, Small Path”

venerdì 24 novembre
HUMAN FEEL

Prima edizione 
Sala Vanni / Piazza del Carmine / Firenze / #AJazzSupreme
info e contenuti speciali sul nuovo sito del Musicus Concentus: www.musicusconcentus.com

Comunicato stampa

Registrato nel 1964 presso gli studi Van Gelder in New Jersey,  “A Love Supreme” è ritenuto all’unanimità il capolavoro di Coltrane nonché uno dei dischi più importanti della storia del jazz. “Mi piacerebbe mostrare alla gente il divino usando un linguaggio musicale che trascenda le parole. Voglio parlare all’anima delle persone” – disse Coltrane in un’intervista rilasciata a Newsweek nel 1966.
Partendo da questa ispirazione nasce e si sviluppa “A Jazz Supreme”, prima edizione della nuova del Musicus Concentus dedicata al jazz e sviluppata in condirezione artistica dal pianista Simone Graziano e dal Presidente Fernando Fanutti, in collaborazione con Siena Jazz (Biglietti in prevendita boxoffice: 12 € + d.p –  abbonamento 55 € + d.p | ridotti alla porta per soci Coop, Arci e Lungarno: 15 € | intero alla porta: 20 €).
“Vogliamo attualizzare le parole di Coltrane, cercando di parlare alla passione delle persone, risvegliando la curiosità e l’istinto del pubblico” – afferma Fernando Fanutti – “con combinazioni inedite, incontri rari, nuovi progetti musicali, l’affermazione di nuove generazioni di artisti”.

Gianluca Petrella Trio 70's@Roberto Cifarelli-4 RIDSi parte sabato 21 ottobre con “Trio 70’s”, l’ensemble composto da Gianluca Petrella  (trombone), Michele Papadia (tastiere) e Stefano Tamborrino (batteria). “Trio 70’s” è nato in occasione della registrazione live per L’Espresso e da un processo di maturazione di Petrella, deciso a dare nuova linfa e un ritmo diverso alle proprie produzioni che unisse sonorità nord-europee al sound di Detroit e alle nuove frontiere dell’elettronica, comprese le forme hip hop di J Dilla. Un viaggio indietro nel tempo tra tinte acide e sonorità funk, dove le radici e i pensieri scavano nelle profondità viscerali della Black Music della metà del secolo scorso, per aprirsi e sfociare nella contemporaneità. Il tutto, arricchito dalla presenza creativa e sofisticata della voce di John De Leo ex cantante dei Quintorigo, un’artista la cui voce-strumento innesta una articolata concezione compositiva che attinge ai folklori popolari, al jazz, passando dal rock alla contemporanea, fino al reading e al radiodramma.

Venerdì 27 ottobre spazio al jazz contemporaneo del The Claudia Quintet. John Hollenbeck ha sempre voluto che Claudia fosse una band con un sound determinato dalle composizioni e dalle strumentazioni, ma soprattutto dai musicisti stessi. Grazie a questo concetto, Claudia ha da sempre avuto un sound immediatamente riconoscibile, dove le doti artistiche di ogni attore coinvolto vengono valorizzate attraverso le originali composizioni di Hollenbeck. Il sound di questo ensemble di New York, formatosi nel 1997, continua ad esplorare i confini della musica: il Claudia Quintet ha un pubblico vastissimo, dall’Alabama all’Amazzonia, dalle ragazze hippie del Noise Festival in New Mexico ai profondi intenditori negli auditorium di Vienna o San Paolo, fino alle generazione di giovani musicisti sparsi per tutto il mondo.

Tornando in Europa, e più precisamente in Olanda, scopriamo i nomi di Reinier Baas e Ben Van Gelder, sul palco della Sala Vanni  venerdì 3 novembre. Collaboratori da lungo tempo, il chitarrista Reinier Baas e il sassofonista Ben Van Gelder sono attualmente due tra le più promettenti e importanti figure della musica olandese. Hanno già suonato più di 150 concerti assieme: in duo, in trio con la leggenda della batteria Han Bennink e con i rispettivi quintetti. Classe 1985, Baas è stato in tour con il suo quintetto “The More Socially Relevant Jazz Music Ensemble” in Europa, Giappone, Nuova Zelanda ed Australia. Nel 2016 ha realizzato il suo quarto album in studio: “Reinier Baas vs. Princess Discombobulatrix” un’opera grandiosa che ha visto la collaborazione dell’illustratore Typex e la partecipazione di ben 15 musicisti. Van Gelder, nonostante i suoi 28 anni, è già un’autorità. La sua musica è radicata nella tradizione ma si distingue grazie ad una miscela unica di “testi, energia, grazia e ritmo”. Ha vinto vari premi, dal Deloitte Jazz Award allo Stan Getz/Clifford Brown, e più recentemente la commissione di una composizione dalla Jazz Gallery di New York.

Rob Mazurek and Jeff Parker (Foto@Canal 180) 1 RIDVenerdì 10 novembre
 arrivano finalmente insieme due mostri sacri del jazz internazionale: Rob Mazurek e Jeff Parker. Mazurek e Parker hanno cominciato a suonare insieme nel 1994 durante il workshop del Chicago Underground allo storico jazz club The Green Mill, ma solo nel 2015 hanno festeggiato vent’anni di collaborazione con il primo disco in duo: “Some Jellyfish Live Forever”. Rob Mazurek è, in questo momento, uno dei musicisti più apprezzati e stimati del moderno jazz mondiale, nonché una figura chiave della musica contemporanea. Capace di muoversi in una dimensione interdisciplinare, riesce a traghettare il verbo jazzistico nel mondo più avanzato della ricerca sonora, imponendosi come uno dei più interessanti compositori e improvvisatori della sua generazione. Jeff Parker è riconosciuto come uno dei più versatili e innovativi chitarristi contemporanei e crea opere che esplorano e sfruttano le relazioni antitetiche tra tradizione e tecnologia, improvvisazione e composizione, familiare e astratto. Membro per lungo tempo dei Tortoise, è stato anche fondatore dell’innovativo Isotope 217°, e il suo ultimo album “Ther New Breed” è stato “2016 best jazz album” per The Observer.

“Big Mountain, Small Path” è invece il nome del progetto dietro cui si cela il Francesco Ponticelli 6tet, il cui concerto è previsto per venerdì 17 novembre. In “Big Mountain, Small Path” Ponticelli espande le possibilità timbriche delle sue composizioni, ripropone in veste diversa alcuni brani del disco “Kon-Tiki”, uscito a Marzo 2017 per la Tuk Music, oltre che presentare nuovi brani scritti appositamente per questa formazione. Allo stesso tempo raccoglie alcuni dei musicisti più interessanti della scena, a partire da Enrico Zanisi ed Enrico Morello, membri stabili del quartetto di Ponticelli da più di cinque anni, affiancati da Daniele Tittarelli all’alto, Alessandro Presti alla tromba e Stefano Carbonelli alla chitarra. Musicisti che si contraddistinguono per l’originalità dell’approccio, per la ricerca personale di una voce propria, per una visione musicale poliedrica ricca di riferimenti diversi, oltre che per una straordinaria capacità strumentale.

Chiudere questa prima edizione di “A Jazz Supreme” spetterà infine all’ensemble Human Feel, capeggiato dal batterista e band leader Jim Black, in Sala Vanni venerdì 24 novembre. Human Feel è la leggendaria incubatrice di tanti talenti jazz del 21° secolo, si riunisce per un tour europeo in supporto dell’etichetta Skirl Records e celebra i primi venticinque anni come quartetto. Combinando jazz e virtuosismo, con sguardo aperto e tanta curiosità, Human Feel ha avuto un’influenza cruciale negli ultimi venti anni tanto per i musicisti quanto per gli ascoltatori, crocevia entrale per i filoni musicali che si sono susseguiti.
Fondato nel 1987 a Boston, ma trasferitosi preso a New York, il quartetto all star vede protagonisti Jim Black, Andrew D’Angelo, Chris Speed e Kurt Rosenwinkel. Black, D’Angelo e Speed sono subito stati associati alla scena downtown incentrata sulla Knitting Factory, mentre Rosenwinkel fece gruppo con musicisti come Joshua Redman, Mark Turner, Brad Mehldau e fu associato alla cosiddetta scena smalls più “tradizionale”. Ma Human Feel nega da sempre queste classificazioni e rivendica un suo territorio artistico che spazia liberamente tra l’una e l’altra delle diverse aree musicali.
Singolarmente conosciuti come alcuni tra i migliori strumentisti viventi e venerati dalle nuove generazioni di musicisti, i membri di Human Feel sono riusciti a distinguersi anche come compositori e bandleader. Rosenwinkel in particolare, è attivo sulla prestigiosa etichetta Verve, conosciuto come uno dei chitarristi jazz più influenti di sempre. Bilanciando ordine e caos, disciplina e anarchia, Human Feel riesce egregiamente a stare in bilico attraendo sempre nuove generazioni di ascoltatori, ma al tempo stesso ricordando ai fan storici il loro spazio vitale nel mondo della musica creativa.

In tre di questi sei appuntamenti, A Jazz Supreme presenterà altrettante band composte da alcuni dei migliori talenti cresciuti nei corsi di musica di Siena Jazz: questa nuova collaborazione del Musicus Concentus si concretizzerà venerdì 3, venerdì 10 e venerdì 17 novembre, giorni in cui si esibiranno rispettivamente gli ensemble Lilac For People, Rudra Quartet e Luca Sguera Aka.