Cinema

Incontro con il regista Bonifacio Angius: “I miei personaggi in un mondo di perfidia”

Incontro con Bonifacio Angius regista di “Perfidia” in programmazione al Cinema Colonna di Firenze

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Incontriamo il regista sardo Bonifacio Angius in occasione della presentazione del suo primo lungometraggio, Perfidia, al rinnovato cinema Colonna di Firenze. Presentato in anteprima all’ultima edizione del Festival di Locarno e uscito in Sardegna e in due sale di Roma e Milano nell’ottobre 2013, Perfidia approda anche nel resto del Continente facendo tappa nel capoluogo toscano, dove il film è rimasto in programmazione, con grande successo, per quattro giorni.

La pellicola racconta la storia di un giovane uomo di provincia, un po’ ai margini della società, sbeffeggiato dagli amici e con un padre padrone che vuole sfruttare le sue conoscenze in ambito politico per trovargli un lavoro. È proprio dal rapporto padre-figlio che, nell’incontro post-proiezioni con il pubblico, Angius parte per spiegare come “la famiglia può essere al tempo stesso qualcosa di meraviglioso oppure qualcosa dove nascondere rancori. Per me la famiglia non è un qualcosa di oscuro”. A proposito di lati oscuri, Angelo, il protagonista del film, sembra nasconderne uno sotto il suo apparente carattere fanciullesco: “Il personaggio di Angelo è molto speciale. E’ un ragazzo che non riesce a comprendere il ruolo che deve avere nella vita e per questo rimane un bambino dentro. La sua capacità nel non prendere decisioni lo porta a sbagliarle tutte.

Senza voler svelare il teso e crudo finale del film, c’è chi dal pubblico chiede al regista sardo se il titolo Perfidia sia giustificato con l’azione che Angelo compie nei minuti finali ma Angius afferma che l’idea del titolo nasce da una canzone di Nat King Cole, Perfidia appunto, che ascoltava in loop durante la stesura della sceneggiatura: “Perfidia è un titolo molto forte, composto da una singola parola. La vera perfidia non è da ricercare nei singoli personaggi quanto nel mondo in cui essi si muovono e vivono, la provincia sarda”.

Chiediamo a Bonifacio che effetto gli ha provocato sentire due illustri critici italiani come Max Giusti e Tatti Sanguinetti lodare Perfidia per essere, secondo loro, il film italiano meglio diretto degli ultimi dieci anni: “Sono cose che fanno piacere e li ringrazio, ma per me conta di più l’opinione del pubblico”. Se il titolo del film è stato ispirato da una canzone di Nat King Cole, c’è invece qualche fonte di ispirazione particolare per la storia raccontata? “E’ chiaro che una fonte di ispirazione ci sia sempre quando qualcuno si appresta a scrivere un film o un libro o una canzone. I modelli a cui mi sono ispirato sono i soliti di sempre: Le Notti di Cabiria e Taxi Driver. Il film di Scorsese in particolar modo per costruire il personaggio di Angelo, non tanto per la violenza quanto per la tensione costante”.

Il cammino di Perfidia continuerà a giro per lo stivale nelle prossime settimane. Per conoscere il nostro parere critico sul film di Bonifacio Angius, vi rimandiamo alla recensione scritta da Michele Galardini in occasione della presentazione del film durante l’ultimo Festival di Locarno.