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Il finale di “30 Rock”: Good God, Lemon. It’s Over.

C'è una puntata di How I Met Your Mother a tema Graduation Goggles, cioè quella sensazione di nostalgia che ti prende quando sta per finire qualcosa e che ti fa ripensare a tutto come bellissimo e memorabile, anche se magari hai sempre maledetto ogni singolo giorno di quell'esperienza. Ecco, è quello che mi succede per… Read more »

C'è una puntata di How I Met Your Mother a tema Graduation Goggles, cioè quella sensazione di nostalgia che ti prende quando sta per finire qualcosa e che ti fa ripensare a tutto come bellissimo e memorabile, anche se magari hai sempre maledetto ogni singolo giorno di quell'esperienza. Ecco, è quello che mi succede per i finali delle serie TV – ma forse ve ne sarete già accorti qui, qui e qui. Parliamo oggi del finale di 30 Rock, una serie che ho adorato, ma anche maledetto per 2-3 stagioni e poi adorato ancora sul finale, andato in onda lo scorso 31 gennaio. Prima di spoilerare, come di consueto qualche noiosa ma informativa nota di produzione.

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30 Rock, che debutta su NBC nel 2006, è una comedy demenziale sul dietro le quinte del programma The Girlie Show, liberamente ispirato al Saturday Night Live (SNL). In primo piano, le vicende della head writer Liz Lemon, interpretata dalla creatrice della serie, Tina Fey. Liz è una quarantenne single, maldestra, iper-nerd, amante del junk food e sbeffeggiata da amici e colleghi. Lo show che scrive è puro trash, la sua vita sentimentale è un campo di guerra – almeno fino alle ultime due stagioni – ed è alle dipendenze di un repubblicano ultraconservatore (Jack Donaghy, intepretato da Alec Baldwin) che, prima di diventare CEO di rete e suo mentore, vendeva forni a microonde. Dal canto suo, Tina Fey non si allontana molto dal suo personaggio: nerd impenitente dalla vita sentimentale molto noiosa e poco mondana (sposata da dieci anni dopo un fidanzamento di sette), la donna vanta un padre conservatore e autoritario che secondo la sua biografia (Bossypants) ha ispirato il Jack Donaghy di 30 Rock. Dopo una lunga gavetta da stand-up comedian nei teatri di Chicago, Tina Fey approda al SNL nel 1995, diventando in pochi anni la prima head writer donna della storia dello show. Nel frattempo inizia a pensare a una sitcom sul mondo delle cable news ed espone le sue idee a Kevin Reilly, allora presidente di NBC Entertainment. Colpito, Reilly dà il via alla pre-produzione dello show, che inizia con il titolo chiaramente provvisorio di The Tina Fey Untitled Project. Proprio lo stesso anno, nel 2005, Aaron Sorkin sta preparando Studio 60 on the Sunset Strip, serie metatelevisiva che chiuderà dopo una sola stagione. Ma quando il creatore di The West Wing chiede a Lorne Michael, produttore esecutivo del SNL, di poter passare una settimana sul set dello show, il permesso gli viene negato. Michael, infatti, stava già cercando di proteggere il pilota di Tina Fey, di cui era anche produttore esecutivo.Tina 1 – Aaron 0.

SPOILER ALERT!

30 Rock - Season 7

Ed eccoci qui, sette stagioni dopo, a ricordare i fasti dei primi anni e a vedere gli ultimi attraverso i graduation goggles. Sì, perché i primi tempi tutti quei personaggi sopra le righe messi in sketch assolutamente nonsense – un po' alla Family Guy, se vogliamo – sono il punto di forza di 30 Rock, una serie esilarante che demistifica il mondo della televisione inserendosi proprio al suo interno: 30 Rockefeller Plaza è in infatti l'indirizzo del GE Building, in cui hanno sede i veri studi NBC. Verso la fine, invece, anche quei personaggi diventano la pallida caricatura di loro stessi. Ma ora non importa più, lo show è finito e quindi tutto è tornato bello e divertente come una volta.
Com'è andata? Prima di tutto Liz, dopo aver adottato due bambini che sono la versione ridotta delle star TGS Tracy Jordan e Jenna Maroney, capisce che non può essere una stay-at-home-mom e quindi torna a lavorare, mentre il suo uomo Kriss (James Marsten, che per me sarà per sempre Ciclope in X-Men) se ne sta felicemente a casa a fare il mammo. Peccato che torna a un lavoro che non ha più, visto che NBC ha cancellato il TGS – proprio come ha cancellato 30 Rock.
Kenneth, il mormone con tendenza psicotiche ex guida agli studios e ora presidente dell'emittente, trova però una clausola nel contratto della star Tracy Jordan: il comico dovrà arrivare a 150 episodi, altrimenti gli toccherà un indennizzo di 30 milioni di dollari. E allora, altro episodio sia, visto che il TGS avrebbe dovuto chiudere alla 149.
Ed ecco che qui scatta la commozione, sulle dichiarazioni d'amore (fraterno) con tanto di lacrime agli occhi tra Tina e Tracy, Tracy e Jenna, Tina e Jack. Ah, Jack: dà le dimissioni, lascia il mondo della TV e torna a quello degli elettrodomestici grazie a una nuova idea geniale: delle lavastoviglie trasparenti, così la gente può finalmente vedere cosa succede al loro interno. E qui scatta la mia frase ad effetto: proprio come noi abbiamo visto cosa succede all'interno del mondo della televisione. Sarebbe bello chiudere su questa Perla, ma ho ancora qualcosa da dire: tutto quello che so sull'industria televisiva americana, lo so grazie a alle strategie aziendali di Jack Danaghy. Tutto quello che so sull'essere una donna, lo so grazie alle stronzate di Liz Lemon. Grazie, 30 Rock.

Paola Brembilla