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Il cinema italiano minaccia lo sciopero

Il cinema italiano, che combatte sul'orlo della crisi da anni, rischia di essere affossato definitivamente. I tagli al FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) e il dimezzamento delle agevolazioni fiscali del tax credit, sono due dei provvedimenti che causeranno il progressivo impoverirsi del cinema italiano, e la polemica scatta immediata. Tutte le sigle e le… Read more »

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Il cinema italiano, che combatte sul'orlo della crisi da anni, rischia di essere affossato definitivamente. I tagli al FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) e il dimezzamento delle agevolazioni fiscali del tax credit, sono due dei provvedimenti che causeranno il progressivo impoverirsi del cinema italiano, e la polemica scatta immediata. Tutte le sigle e le associazioni cinematografiche hanno quindi deciso di diramare un duro comunicato stampa per ribadire la propria presa di posizione:

Il CINEMA E L’AUDIOVISIVO ITALIANO NON VOGLIONO CHIUDERE!

L’Italia potrebbe essere un grande paese industriale.
Ma fa costruire le sue auto a Detroit, fa cucire i suoi vestiti in Cina, smantella la sua siderurgia e la sua chimica.
E DA OGGI VUOLE CHE SI SMETTA DI PRODURRE CINEMA!
Perché tagliare il FUS e dimezzare il tax credit vuol dire: L’audiovisivo NON SERVE A FAR CRESCERE L’ITALIA.
2500 lavoratori da oggi sono a rischio licenziamento, le intelligenze, le alte qualifiche di chi fa cinema e televisione in Italia sono costrette al silenzio e all’inattività.
Che Paese vuole questo Governo? Un Paese dove queste eccellenze devono emigrare per poter emergere!
Un paese senza identità e senza memoria!
E’ per questo che chiediamo al Presidente del Consiglio on. Letta, al Ministro dello Sviluppo Economico on. Zanonato, al ministro dell’Economia dott. Saccomanni, al ministro della Cultura on. Bray un INCONTRO IMMEDIATO  per:
• RIPRISTINARE IMMEDIATAMENTE IL TAX CREDIT sulla cifra minima indispensabile di 90 milioni di Euro.
• STABILIZZARLO DEFINITIVAMENTE
• AVVIARE UN PERCORSO IMMEDIATO DI RILANCIO DEL SETTORE AUDIOVISIVO.

Il taglio del tax credit e la sua scadenza a fine 2014 rendono impossibile progettare nuove produzioni cinematografiche, condannando il settore alla chiusura; questa grave inadempienza vanifica l’effetto attrattivo nei confronti delle produzioni internazionali che stavano tornando a girare in Italia, ed invece preferiranno nuovamente altre location europee, con gravissimo danno per Cinecitta e i nostri Teatri di Posa!

Così come, la mancata estensione del tax credit all’audiovisivo, continua a fare dell’Italia un paese ostile allo sviluppo della produzione indipendente.

I fondi necessari al reintegro ci sono. Sono le accise sui carburanti stabilite da un decreto di tre anni fa. Quelle accise non sono state cancellate quindi le coperture permangono.

Il tax credit ha riportato nelle casse dello stato risorse infinitamente maggiori di quelle investite con la defiscalizzazione.

Il cinema e l’audiovisivo sono industrie che permettono, con investimenti ragionevoli, un enorme sviluppo.

E’ il Governo che deve dire cosa vuole fare: ROTTAMARE UN SETTORE CHE CI FA GRANDI NEL MONDO o FARLO DIVENTARE VOLANO DI SVILUPPO. Il mondo del cinema e dell’audiovisivo non possono sopportare l’ennesimo colpo mortale senza reagire!

Tutte le categorie che contribuiscono a fare cinema e audiovisivo, hanno quindi unitariamente deciso di procedere con le seguenti iniziative:

• Proclamazione di uno stato di agitazione permanente, con un presidio delle sedi del ministero della Cultura

• Mobilitazione e iniziative di lotta il 6 luglio alla Consegna dei Nastri d’Argento a Taormina.

Se in occasione della Conferenza Stampa per la presentazione della Mostre del cinema di Venezia il tax credit sarà stato reintegrato, festeggeremo il risultato con il Governo.
In caso contrario saranno messe in campo forme di protesta che potranno arrivare anche al boicottaggio di ogni manifestazione pubblica del cinema italiano cominciando proprio dal prossimo festival di Venezia