musica: recensioni

Herva – Hyper Flux (Planet Mu, 2017)

Il fiorentino conosciuto come Herva mostra ormai sicurezza nel proporre audaci flussi sonori scevri da qualsivoglia regola ultima. Con Hyper Flux siamo all’estremizzazioni di quell’eclettismo.

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Il fiorentino conosciuto come Herva mostra ormai sicurezza nel proporre audaci flussi sonori scevri da qualsivoglia regola ultima. Se già dalle sue apparizioni su Delsin, nonostante l’orientamento club, aveva fatto capire che gli piaceva muoversi in diversi ambiti, per cui non si poteva parlare di un vero e proprio artista techno, ma di un artista elettronico. Con Hyper Flux siamo all’estremizzazioni di quell’eclettismo. Non siamo effettivamente all’estremo come in Kila, ma qui le varie iridescenze delle influenze si mostrano in tutta la loro pienezza. Già dalla prima Esoteric Energy, una sorta di Rook Vallade in vetro ambient; come Jitter ricorda Felix Kubin, come Nasty MF ricorda MGUN, e si potrebbe continuare: lo smembramento ritmico di Rule The Sun; field recording e caldi pad per la delicata e sonnecchiante Multicone. I “vecchi sfarzi” di Herva si fanno sentire con Lly Spirals in cui acid, campioni, spoken, house, si incastrano in declinazioni di post-ambient. Bipolare (multipolare) nella sua creatività, il suo sincretismo dà forma e vere e proprie schizofrenie (Cops Twerk su tutte, Peach e lo splendido melange di kraut/jungle/etnico).

Purtroppo mi accorgo solo ora, leggendo quanto sopra, che ho esclusivamente sciorinato puerili rimandi, definizioni semivuote (e il loro semipieno è oggi altrettanto vuoto), riferimenti ristretti e che sicuramente non saranno stati il trampolino di lancio di Herva. Ma, come dire, si possono incontrare diversi individui nel proprio tragitto. Io ho incontrato Herva più volte sul mio cammino, e ogni volta veniva da una strada diversa, ma alla fine l’ho incrociato. Non stavamo chiaramente andando nella stessa direzione e venivamo da parti diverse, ma quello che si condivide è in quel breve tratto di strada assieme. Ebbene, il suo cammino tortuoso lo farà riscoprire nuovamente e nella sua bisaccia chissà quali cose si porterà dietro.

Riccardo Gorone