rubriche: Il favoloso mondo di Italy

Everybody say Alleluia to Giovanni Allevi

Giovanni Allevi ha composto l’inno della Serie A ed è talmente bello che mi viene voglia di fare l’abbonamento allo stadio!

Il prossimo 22 agosto, mentre seduti sul vostro divano, con fidanzata e gufi ben lontani, aspetterete l’inizio della Serie A 2015/2016 potreste udire, poco prima del fischio di inizio, una strana melodia canzone neo-barocca che fa più o meno così:

“Gloria, I say to you, Alleluia!

winner you will be in your heart Gloria,

I say to you Alleluia!

winner you’ll be in your heart always you’ll be”

Si tratta del nuovo, e primo, inno della Serie A commissionato dalla lungimirante direzione della Lega a Giovanni Allevi per…boh. Ma non stiamo a formalizzarci sul fatto che assomigli al tema di Superman creato da John Williams sui perché, piuttosto interroghiamoci su alcune parti oscure del testo, lasciando da parte il crescendo anglofono che allude a tale Gloria, divinità femminea che risiede nel cuore dei giocatori e alla quale gente come Medel, Mexes o Di Natale dovrebbero rivolgere un Alleluia, magari in latino.

“O generosa magnitudo!

O generosa veni ad nos!

Victori gloria, cum honestate semper movetur cor eius. (2 v)

Victori gloria Victori gloria

Victori gloria Custodi animum tuum

ut a corruptione abstineat necopitatum gaudium accipies

O generosa!”

Questa ‘generosa magnitudo’ da cui tutto muove dovrebbe essere una forza nobile in grado di riempire il cuore del vincitore di onestà e di custodire la sua anima affinché si astenga dalla corruzione: il tutto con la promessa di una gioia inaspettata. La stessa canzone era stata proposta a Venditti che, scarabocchiando su di un fazzoletto in vernacolo romanesco, aveva prodotto questo verso:

“Ao, a sto giro nun famo gli stronzi

Cercamo di non rubà

C’avete un’età e c’avete pure famiglia

E basta con sto frega frega

Nun fate gli stronzi, almeno quest’anno

Che poi starete mejo, v’o ggiuro”

Stranamente la scelta finale è caduta sulla versione in latinorum di Allevi pare, si dice, su pressione dei capi ultras delle squadre più titolate che da tempo aspettavano di sostituire gli ormai consunti slogan tipo “Dux mea lux”.

In realtà, appurata l’inutilità dell’operazione (perché un inno della Serie A?), il tutto risulta pienamente coerente con l’immagine di un’Italia cosmo-provinciale che non riesce ad ammettere la sua arretratezza comunicativa fatta di discorsi biascicati in inglese maccaronico da Renzi, di siti internet da decine di migliaia di euro chiamati, ad esempio, verybello.it , di format televisivi rubati all’estero e ridotti a semplici sfide di ignoranza fra i partecipanti, di rendering dell’Expo da degrado post-sovietico.

Sfido che poi da Mediaset se ne escano dicendo di non temere Netflix perché il servizio Infinity ha un prezzo concorrenziale e di ritenere la pirateria l’unico competitor: semplicemente nessuno ha la minima idea di quello che sta facendo! Che poi uno pensa “vabbè la partita è finita, vediamo un po’ la nuova serie di Lupin ambientata in Italia”, mette Italia 1 e becca la sigla cantata da Moreno, rapper di Amici: ‘tra calcio, mafia e zombie c’hai da fare, a te non piace mai esser banale’.

Poi dice che uno non deve trasformarsi in un figlio della guerra e urlare Valhalla!!!!

 madmaxsilver

Michele Galardini