rubriche: Il favoloso mondo di Italy

Expo 2015: i lavori non son finiti? Vai di camouflage!

I lavori di Expo non saranno terminati entro il primo maggio? Pazienza! Basta un tocco di camouflage e il problema è risolto!

Quest’anno il camouflage va tantissimo, cioè dopo la Ferrari militare di Lapo Elkann questa moda è come…boom, impazzita! Più dei pantaloni col risvolto o dei pantacollant raso culo, il camouflage è la nuova frontiera del cafonal chic (un ibrido mostruoso fra Briatore e Mughini). Ma se l’obiettivo non è seguire la moda bensì tornare al significato e all’uso originario del termine e mimetizzarsi per non essere visto, allora l’esempio migliore dei giorni nostri è l’Expo.

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È notizia di stamani che Expo spa ha avviato una gara d’appalto del valore di oltre un milione di euro per realizzare lavori di ‘camuffamento’ delle opere che non saranno pronte per l’inaugurazione del 1° maggio. Del tipo: avete presente quando arrivate alla Mostra del Cinema di Venezia il secondo giorno e ci sono ancora lavori in corso che finiscono, solitamente, dopo la fine del festival? Ecco in quel caso regna l’omertà: se chiedete ad un operaio cosa sta facendo, comincia a fischiettare e finge di fare le flessioni col trapano. Nel caso dell’Expo invece l’aria è satura di ironia: cioè raga, non pensavate mica che finissimo davvero per il primo maggio? Ecco, appunto, allora ci siamo attrezzati per rendere figo l’incompiuto, come facevano Michelangelo, Rodin!

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Fra indagini, arresti, appalti truccati, sono certo che gran parte del tempo perso in questi anni (non mesi, anni) sia dovuto ai bellissimi rendering di cui abbiamo dato notizia in una precedente puntata della rubrica: roba che ti porta via le nottate.

Ma in fondo, una volta appurato che nel giorno dell’apertura sarà impossibile vedere tutto completato, tanto vale rilanciare e prendersi un po’ in giro. Se, come riporta Il Fatto Quotidiano, la data di fine lavori per gli scavi e le fondazioni dei padiglioni esteri è il primo agosto mentre il 14 agosto quella di fine lavori prevista per la Via d’Acqua, “lotto Anello verde azzurro, il canale che corre attorno al sito e alimenta il laghetto detto Lake Arena, con al centro l’Albero della vita”, perché far finta di nulla?

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Intorno all’Albero della vita ci mettiamo dei cartoncini blu seghettati, con delle barchette sopra e un altoparlante chef a tipo fiuuushhhh, oppure attorno ai cantieri ancora aperti creiamo degli oblò nelle recinzioni ognuno con un mini proiettore dentro che manda a nastro filmati sconci degli anni ’20.

Poi trasformiamo i mucchi di materiali non ancora utilizzati in un parco giochi per bambini, paghiamo due sciagurati per vestirsi da Topolino e Paperino, chiamiamo Gabry Ponte a mettere due dischi, e taaaac un Expo bello come un quadro!

Insomma, la prossima volta che sarete sicuri di fare una cazzata, non sudate freddo per il timore di essere scoperti, ma inventatevi una cazzata ancora più grande che farà impallidire la prima.

Michele Galardini