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Lucy & Rrose – Lotus Eaters EP (Stroboscopic Artefacts, 2016)

Le abilità da produttore di Lucy si uniscono a quelle di storyteller che si concentra sui miti, sui rituali e sull’ignoto.

unknownUn incontro tra due personalità di spicco dell’elettronica: il fondatore di Stroboscopic Artefact, Luca Mortellaro, conosciuto come Lucy e il misterioso Rrose. Unendo le forze, i due si avventurano per i sentieri techno ma con un’attenzione particolare all’approccio psicoacustico. Le abilità da produttore di Lucy si uniscono a quelle di storyteller che si concentra sui miti, sui rituali e sull’ignoto. L’interesse mistico del primo si sposa in maniera complementare con l’approccio scientifico di Rrose che utilizza elementi puramente elettronici, pulsazioni, beats e paesaggi sonori.

4 tracce che parlano chiaramente: Chloroform, una traccia la cui reazione richiesta è opposta all’anestetico, visti i suoi volumi, e le sue vampate elettroniche (che riscaldano ed eccitano); Peeling, una cascata sonora di impressioni costituita da loop ricchi bassi, intersezioni di rumori di superficie e una lunga coda di armonici che rendono il brano come sospeso; Stained Glass, un inquietante rintocco di campane, feedback fantasma e coni di cassa che friggono, la sensazione delle tenebre; Foil garden, un interessante studio sulle risorse degli armonici che alcuni accostano a Charlmeagne Palestine (o addirittura la contemporanea Elian Radigue – riferimenti più che colti per un’uscita apparenetmente “techno) fatta di lievi e composte distorsioni che supernao di parecchio il purismo minimalista.

Il tentativo di ritrarre un ecosistema à la J. G. Biberkopf con un proprio gusto e una propria attitudine mostra un risultato davvero stupefacente. Questo Lotus Eaters è un EP che in molti dovrebbero prendere in considerazione. Molte sono le lezioni ripetute a pappagallo e molte sono le nozioni apprese. Poche sono le lezioni degli allievi in grado di superare maestri. Beh, questa è una di quelle.

Riccardo Gorone