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Imaginary Forces – Visitation (Fang Bomb, 2016)

Imaginary Forces gioca sulla suspence, su una figura austera che avanza, e il cui partenza sembra allontanarsi ogni volta.

Imaginary Forces - Carnage NewsLa dimensione sci-fi, l’industrial, la techno, tornano a mescolarsi nel pentolone di Imaginary Forces dando vita a Visitation, spessore granitico di elettronica che tocca alti picchi di personalità nella scelta dei suoni, nell’oscurità delle sue atmosfere che richiamano il tocco di altri artisti pur rimanendo fedele alla propria linea, avrebbe detto qualcuno. Imaginary Forces è un tipo timido, ma non così timido da esimersi dalla creazione di un disco che contamina techno, ambient, musique concrète, spoken, in una colata nera come la pece che ha la dimensione tascabile, ma la cui profondità risulta quasi aliena per i più. Visitation riesce a dare l’idea del minaccioso, dello straniero che minaccia, dell’altro, estraneo ai nostri usi e costumi.

Preternatural entra dal basso, con una cassa strabordante che suona come una grancassa di orchestra ormai consumata, rafforzata da passaggi di acuti noise e di granulosi ruggiti. La ritmica techno (come potrebbe essere lo stile di Lakker o di solo uno dei suoi membri, come Arad, per esempio) sostiene il tutto in un incedere che ricorda i voli di Autechre in Chiastic Slide. Enlightenment parte già in quarta dopo il soffio iniziale (echi di Shards, Paula Temple) in una techno solida, imponente e inarrestabile. Bellissima la parentesi spoken, come già accennato in precedenza della traccia Encounter (che vede il featuring dell’amico di Imaginary Forces, Closed Circuits): una visione narrata a mezza voce, accanto il battito persistente, ovattato, ravvicinato, come una goccia su una superficie di latta, che scandisce il lento ritmo verso un presagio inevitabile. La title track , tra glitch e downtempo, come un respiro che nella maniera più naturale viene buttato fuori e preso dentro. Sotto, sghembe oscillazioni di ronzii intonati.

Visitation non descrive l’effettivo incontro con l’altro, ma l’incontro che avverrà, che dovrà avvenire, prima o poi, con la certezza che, in un futuro lontano o vicino, la minaccia smetterà di essere tale per farsi realtà. Imaginary Forces gioca sulla suspence, su una figura austera che avanza, e il cui partenza sembra allontanarsi ogni volta.

Riccardo Gorone