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Franklin De Costa – Good Day Bad Day EP (Green Village, 2016)

Good Day Bad Day è un EP che riesce a generare connubi tra la dancefloor, il sound design e la finezza compositiva dello stile techno

franklin-de-costa-carnage-newsL’etichetta Green Village, alla sua sesta uscita, ha deciso di farsi sentire con un EP davvero potente da parte del veterano berlinese Franklin De Costa, recentemente reduce dalla sua collaborazione con Dj Spider sull’etichetta Killekill. E il suo suono, assolutamente vicino alla techno che gioca sui dettagli. E’ comunque il caso di specificare che non parliamo di minimal techno, ma di qualcosa di diverso, in cui i suoni hanno una potenza vitale e che, nonostante la mathesis di questa produzione, sa esprimere i crescendo, giochi di armonie e modulazioni continue.

In queste quattro tracce De Costa costruisce strutture in movimento che utilizzano stratagemmi come cut-up, doppiaggi di suono, come nel caso della prima Derp Journal, che, nonostante la cassa potente, mantiene la propria chiarezza. Il caso della successiva Bogart Space, è un gioiellino in stile Takasi Nagajima, fatto di micromodifiche nello scorrere del pezzo per via di aggiunte di dettagli sempre più fitti, e di cui si fa esplicita violenza con la title track . Procede per via di interruzioni, di rilasci, solidità e determinazione. Spicca il volo con Flashmelo, un viaggio psichedelico a rotta di collo fatto di contrasti, accenti microscopici, prepotentemente pulsante.
Good Day Bad Day è un EP che riesce a generare connubi tra la dancefloor, il sound design e la finezza compositiva dello stile techno. Il suono di sintesi non è mai stato così “naturale”.


Riccardo Gorone