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Dirk Gently: guida galattica per investigatori olistici

Ennesima grande serie targata Netflix con protagonista Elijah Wood, tratta dall’omonimo romanzo di Douglas Adams.

C’è Douglas Adams e molto di più nell’ultima versione seriale delle avventure di Dirk Gently, un innovativo investigatore olistico, convinto che Tutto sia collegato e che si lascia quindi guidare dai segnali che il mondo gli invia per risolvere i casi.

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Dirk Gently – Agenzia di investigazione olistica è l’ultima (in termini cronologici) trasposizione delle vicende tratte più o meno liberamente dall’omonimo romanzo dell’autore dell’altrettanto iconica Guida galattica per autostoppisti, serie creata da Max Landis, prodotta dalla BBC e da loro trasmessa negli Usa, poi distribuita da Netflix in tutti gli altri paesi. Già rinnovata per una seconda stagione in uscita nel 2017, la serie propone ed esalta un  mondo fatto di colori brillanti e rifulgenti contraddizioni, che prendendo spunto dai geniali delfini di Adams e si ricongiunge alle stroboscopie british di Utopia.

Elijah Wood gioca a fare lo stralunato, gareggiando con Samuel Barnett, che regge brillantemente il confronto in un fitto botta e risposta lungo 8 episodi, che intrattiene peraltro molto più del delitto da risolvere in sé. Se la “strana coppia” dei protagonisti fallisce a tratti, perdendosi nelle pieghe di un intrigo farraginoso, il lato più (video)ludico della produzione viene salvato da un contraltare criminale, in cui Fiona Dourif fa da padrona. Si crea così un’immagine specchiata, in cui ai colori sgargianti del detective si oppone il rispettivo lato oscuro, un dark side che mette in atto esattamente le stesse dinamiche della coppia di personaggi buoni. Con tanto di replica di ingenuità e infinita buona volontà.

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Dirk Gently intrattiene, mette l’accento (verbale e visivo) su un linguaggio dinamico che comunica con l’originale romanzo in maniera omogenea, arricchendo trasversalmente questo universo transmediale nato intorno ad Adams. Che poi si presentino derive stonate, dai toni fantascientifici esagerati, dialoghi snaturati…queste sono tutte annotazioni meramente personali, che non possono comunque negare una produzione che ha saputo mettere in risalto proprio quegli elementi che dei racconti dello scrittore britannico hanno fatto innamorare milioni di persone. Netflix si conferma ancora una volta come piattaforma detentrice del primato per capacità di incontrare i gusti dei seriofili (e non solo) di nicchia (si fa per dire) e per saper riconoscere una buona occasione quando ne vede una.

Tutto questo grazie a un gatto nero…

Teresa Nannucci