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Dialoghi sull’uomo 2017: a David Grossman il Premio internazionale

L’ottava edizione di Pistoia – Dialoghi sull’uomo punterà, come d’obbligo nell’anno da capitale, sulla cultura e le sue declinazioni.

Dopo il successo riscontrato in un pubblico di grandi e piccoli nelle scorse edizioni, il festival Pistoia- Dialoghi sull’uomo con la sua ottava edizione tenterà di ripetersi, anzi, di superarsi, tra venerdì 26 e domenica 28 maggio. In questo 2017 così importante per Pistoia capitale della cultura, il tema non poteva che essere La cultura ci rende umani. Movimenti, diversità e scambi, fondamentale per riflettere sulla storia dell’uomo e dirigerlo verso una progressiva libertà da ogni vincolo raziale, ideologico o culturale.

Novità di quest’anno è la nascita del Premio Internazionale dialoghi sull’uomo, il cui vincitore è (per questa prima edizione), David Grossman, autore israeliano dimostratosi capace di comunicare l’importanza del dialogo per lo sviluppo delle relazioni umane, tramite il proprio pensiero e la propria opera.

Pistoia - Dialoghi sull'uomo 2016 (2)

I relatori saranno 25, tutti di caratura internazionale: inizierà Salvatore Settis, con uno scorcio sulla crisi culturale attraverso gli occhi di opere d’arte distrutte, di paesaggi e monumenti trascurati, di città storiche ormai in declino. Cultura non solo come recupero del passato, ma anche come innovazione, ricerca scientifica, che assume un’importanza rilevante per capire quanto siamo unici, quanto il mondo che ci circonda sia una bellezza pura e delicata: a spiegarlo sarà Guido Tonelli, fisico del CERN che ha contribuito alla scoperta del bosone di Higgs. A conclusione della giornata di venerdì, prenderà la parola lo scrittore Claudio Magris, sottolineando l’importanza del rapporto che intercorre fra maestro e allievo per la trasmissione della conoscenza.

Sabato 27 invece Edoardo Albinati trasmetterà una concreta testimonianza, tramite i suoi vent’anni di insegnamento nel penitenziario di Rebibbia, di come la cultura possa dare nuova speranza, consapevolezza, ma soprattutto linfa vitale in un contesto di degrado sociale. A seguire Gianni Berengo Gardin, maestro della fotografia italiana, che si confronterà con Roberto Koch sulla necessità che abbiamo di recuperare una dimensione umana, in particolare nell’ambito della fotografia, oggi più che mai oscurata da centinaia di immagini che affollano i nostri telefoni e i social. Non solo arte, storia, contatto con l’altro, ma anche ambiente: Adriano Favole, ben consapevole dell’insegnamento di Prometeo su quanto la hybris sia rischiosa, comunicherà l’importanza del rispetto per il pianeta, ormai dilaniato dalle nostre leggi e dalla nostra superbia. Infine l’antropologo Marco Aime, assieme al genetista Guido Barbujani, terrà un dialogo sui processi evolutivi, sugli scambi genetici e culturali di cui l’uomo è stato protagonista.

Da sottolineare nel programma domenicale invece l’insolito accostamento di John Eskenazi fra le figure del Buddha e di Alessandro Magno, da cui scaturirà una fusione riuscita di cultura, religione, arte e commerci. A concludere il festival sarà Marco Paolini, con il suo invito a volgere lo sguardo a un futuro dominato dalla tecnologia, concludendo un vortice di idee e dibattiti iniziato con quel “Viaggio nella cultura popolare italiana” di Gardin, che esporrà nella mostra fotografica inaugurale sessanta scatti in bianco e nero realizzati tra il 1957 e il 2009: un invito profondo alla memoria.

E a rendere il festival ancora più interessante saranno le note musicali della Nona sinfonia di Beethoven, la voce calda di Toni Servillo e la proiezione dei film di François Truffaut a conclusione di ogni giornata.

Questa ottava edizione dei Dialoghi sull’uomo è un’occasione importante per riflettere: la cultura deve essere un punto di forza attraverso cui recuperare il passato, per vivere responsabilmente il presente e costruire un futuro migliore, imparando ad apprezzare le differenze che ci rendono unici.

 

Pietro Massaini