rubriche: Il favoloso mondo di Italy

Churchill e il paradosso del calcio italiano

La partita Juventus-Roma vista con gli occhi di Winston Churchill

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Gli italiani perdono le guerre come fossero partite di calcio e le partite di calcio come fossero guerre. Probabilmente Churchill pronunciò questa frase come fosse una boutade, non pensando seriamente alle implicazioni sociali che avrebbe avuto nei decenni successivi fino alla sua definitiva esplosione tra gli anni ’90 e i Duemila.

Sicuramente Churchill non aveva previsto Juventus-Roma della scorsa domenica ma se fosse stato vivo e vegeto davanti alla tv con la birra ghiacciata, la frittatona di cipolle e il rutto libero, probabilmente avrebbe ritenuto sacrosanto il rigore su Pogba, inesistente quello per ‘mani in area’ di Maicon e avrebbe consultato per ore il nuovo regolamento Fifa per capire se Vidal fosse nella linea e non nel cono visivo del portiere sul gol di Bonucci (fermo restando che il portiere, oltre a Vidal, aveva davanti anche tre difensori della sua squadra). Considerazioni che possono benissimo reggere intere trasmissioni sportive.

Sicuramente Churchill non aveva previsto che una partita, soprattutto alla sesta di campionato, potesse finire nell’aula del Parlamento. Ci ha pensato il deputato PD di fede romanista Marco Miccoli a mettere nero su bianco un’interrogazione che l’opinione pubblica aspettava da millenni: “Le incredibili decisioni – ha detto – incidono anche sugli andamenti delle quotazioni borsistiche. Si tratta di due società quotate”.

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Sono sicuro che il buon Churchill non se la sarebbe presa col povero Miccoli ma con chi, prima di lui, ha permesso, nell’ordine: che il calcio si riducesse ad una serie di episodi interpretabili discussi per intere settimane, che Juve-Roma della sesta giornata potesse essere definita ‘sfida scudetto’, che Tavecchio diventasse presidente di Lega, che le società venissero quotate in borsa, che Miccoli potesse mettere piede in Parlamento con una simile proposta, che esistesse l’intervista al giocatore fra primo e secondo tempo, che le mogli dei calciatori potessero parlare della partita sui social e che Gasparri potesse usare un qualunque strumento per esprimersi al di fuori dei limiti del suo appartamento.

Così come per altre partite e, più in generale, per questioni ben più rilevanti nel dibattito pubblico, ricorderemo gli episodi e ci dimenticheremo gradualmente del risultato finale, liquidando il 90% delle conversazioni con “Juve ladrona!”.

Churchill, disgustato da questo spettacolo, il giorno dopo la partita avrebbe preso carta e penna e, ai maggiori quotidiani nazionali, avrebbe inviato questa rettifica: “Contrariamente a quanto detto a suo tempo sugli italiani e il calcio, vorrei fare una precisazione: gli italiani perdono le guerre come fossero partite di calcio e Juve ladrona!”.