rubriche: Il favoloso mondo di Italy

Chi non vorrebbe appartamenti di lusso invece che il Cinema America?

Cinema America occupato: i giovani preferiscono il cinema agli appartamenti di lusso. Inconcepibile!

Dottor Marino, stanno proiettando sul tetto. Come? Sì, ha capito bene, sul tetto.

Lo scambio di battute mai avvenute fra un funzionario e il sindaco di Roma Ignazio Marino ha come oggetto la sorte del Cinema America, conosciuto dai più saggi come Lamarmora, occupato da un gruppo di ragazzi di età compresa fra i 17 e i 23 anni che lo hanno per il momento sottratto ad un destino di infinita mediocrità. L’attuale proprietà, infatti, vorrebbe raderlo al suolo per farci 20 appartamenti di lusso, assolutamente necessari per rilanciare la cultura di una Roma che, negli ultimi 20 anni, solo due volte si è guadagnata le prime pagine dei quotidiani non per disservizi, scandali, appalti truccati, cattiva gestione della cosa pubblica o infiltrazioni mafiose: nel 2000 per la vittoria del campionato della Lazio e l’anno successivo con la Roma.

Ascanio Celestini, su Il Fatto Quotidiano, scrive “A vent’anni non hai tempo per la legalità dei burocrati che hanno tirato il freno a mano e inchiodato il mondo. A vent’anni apri il portone di un cinema chiuso e monti su una terrazza per proiettare un film”, mentre Michele Serra, in una puntata della sua Amaca gira il coltello nella piaga scrivendo “Se questo innamoramento giovanile per un vecchio cinemino stupisce e contagia è perché la pratica di mercato, nella sua infinita efficienza e nella sua infinita indifferenza, non prevede mai affetto. È previsto che i luoghi siano solamente cose”.

Il cinema era vuoto, dei ragazzi lo hanno occupato pacificamente, togliendo tempo allo studio e alla loro vita, lo hanno rimesso a nuovo, hanno organizzato una campagna di sensibilizzazione attraverso i social network, hanno buttato giù un’ottima programmazione di titoli, lo hanno riempito di persone e grandi personaggi del cinema italiano, da Moretti a Bertolucci, Verdone, Sorrentino, Salvatores, Tornatore, Archibugi e via così.

Ignazio Marino, dopo aver visto tutto questo movimento, tutto questo fermento, prima ha dato la classica pacca sulle spalle, di quelle che i professori riservano agli studenti che non avranno mai un dottorato di ricerca (Smetto quando voglio docet) e poi ha mandato le forze dell’ordine a sgomberare la sala alle 6.45 di una mattina come le altre su richiesta della proprietà.

Finalmente! I ricchi non ne potevano più di tutti questi ragazzini rumorosi che proiettano film invece che andare, che ne so, a spostare casse di frutta al mercato assieme ai figli di Poletti. Non ne potevano più di tutto questo cinema, di tutti questi film impegnati, di questi idioti convinti che le immagini dei grandi registi siano in gradi di smuovere il pensiero. Non potevano più sopportare il peso di vedere un possibile alloggio di lusso, con idromassaggio, cucina all’americana e poltrone in pelle di daino, ridotto ad un ammasso di scomode poltroncine.

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Ma anche voi, ragazzi, non pensate mai ai ricchi e alle loro esigenze? Non potreste andare più in là a giocare col cinema? Non potreste scendere da quei tetti e andare a fare uno stage non retribuito in qualche azienda che non vi assumerà mai? Non potreste fare come tutti quelli che si prodigano di punti esclamativi su Facebook e poi appena escono di casa la cosa migliore che sanno fare è non vomitare dopo il sesto negroni?

Sui tetti dove ora proiettate i film potrebbero nascere piscine, campi da mini golf, terrazze panoramiche, dependance per escort: riuscite e a dormire sapendo di aver impedito tutto questo? Eppure, se vi piace il cinema, a novembre c’è il super mega festival costato 9 milioni di euro: prendetevi un pass studenti, pagate 60 euro, state ore in fila e non provatevi a criticare i film, per favore!

Dottor Marino, pare che vogliano fare una retrospettiva su Kaurismaki. Addirittura? Sì. Sciogli i cani.

Michele Galardini