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Brooklyn Nine-Nine: stagione 3

Si è conclusa la terza stagione di Brooklyn Nine-Nine che ha mostrato i muscoli anche ai detrattori più convinti. Go Nine-Nine!

Capitan Holt è stato assegnato, insieme a Gina, al dipartimento delle pubbliche relazioni della polizia di New York. Al suo posto si trova uno degli acerrimi nemici del distretto 99; la situazione torna alla normalità, salvo l’arrivo di una nuova mina vagante tra i personaggi della serie. Decisamente tanta carne al fuoco per i 23 episodi della terza stagione di Brooklyn Nine-Nine.

Eppure, la serie di Andy Samberg e compagni ha retto il colpo, dimostrando non solo di saper mantenere alto il ritmo narrativo della sceneggiatura, ma addirittura di migliorare alcuni aspetti e di evitare di ripetersi in canonici ritornelli, come la love story più o meno tormentata tra Peralta e Santiago. Avviata con tranquillità e naturalezza, la storia d’amore prevedibile quanto amabile tra i due protagonisti, infatti, la trama si è spostata su un altro focus, che presta molto meglio il fianco a sfruttamenti comici: il trasferimento di Holt e Gina.

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Questo è il fulcro della prima parte della stagione, che si caratterizza per un’evidente bipartizione. L’assenza del capitano e della segretaria aveva fatto prevedere dal finale della seconda stagione uno sviluppo zoppicante, che avrebbe manifestato la carenza di dinamiche avvincenti proprio a causa di questa traslazione. In realtà, cosa quasi sorprendente, la concatenazione degli episodi era riuscita a rendersi credibile e accettabile anche in questa nuova conformazione, evitando prontamente il rischio di deludere i più appassionati (cosa alquanto probabile).

Il ritorno di Holt e Gina, comunque, risolve la prima parte della stagione con una sorta di lieto fine d’intermezzo, mentre al contempo la seconda si apre con l’ingresso di un nuovo fenomenale personaggio: Adrian Pimento. Nel nuovo protagonista si annidano molti grilletti pronti a essere premuti per muovere inediti sviluppi narrativi e rendere maggiore profondità ad altri personaggi, prima fra tutti Rosa Diaz. Ed è interessante che una parte così importante del motore narrativo sia affidata a un nuovo arrivo, a fronte del quale nessuno dei protagonisti (né degli spettatori) sa come comportarsi o come etichettarlo. Interpretato da Jason Mantzoukas, Pimento è la personalità decisiva per lo svolgimento della trama orizzontale che lega insieme le puntate con una rinnovata energia.

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Spesso accade che la terza stagione sia, nella parabola della vita di una serie, un punto di non ritorno nel suo sviluppo, un momento in cui si inizia ad accusare la stanchezza di autori e topoi seriali. Com’è naturale, la pioggia di premi che aveva ricoperto la serie e i suoi protagonisti è un po’ scemata, ma  Brooklyn Nine-Nine ha nettamente sbeffeggiato questo “tradizionale declino” mostrando i muscoli e (ri)tirandosi su con nuove idee, nuovi personaggi e una nuova freschezza generale che non fa rimpiangere il passato, arrivando direttamente a nutrire nuovi affetti. Mentre negli States si conclude la terza stagione e la serie viene rinnovata per una quarta annata, in Italia Netflix mette a disposizione le prime due stagioni targate Fox.

Quello che siamo giustificati a sperare per il futuro è una quarta brillante stagione all’altezza delle precedenti.

Teresa Nannucci