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“Ore disperate”: sequestro di persona con libera uscita

Una normale famiglia americana degli anni ’50, tre fuggitivi e un incubo diventato realtà. Il tempo che sempre più si trasforma in antagonista pericoloso. Una vendetta da commettere e una salvezza da raggiungere. Ma non tutti potranno ottenere ciò che vogliono e una scelta, fatalisticamente, si dovrà imporre.

Ore disperate (Joseph Hayes, Mattioli1885, 221 pp, 2016, 8,90€)

ore-disperate-tascabile_copertinaUna delle paure più comuni e diffuse, non fosse altro per la rilevanza che ne viene data dai media, è quella di essere presi ostaggio in casa propria da parte di estranei che, all’improvviso, fanno irruzione e usano altri come merce di scambio o garanzia di sopravvivenza.

È un giorno come gli altri ad Indianapolis, all’inizio degli anni ‘50, quando Eleanor Hilliard sente suonare alla propria porta. Andando ad aprire, trova un giovanotto che le chiede alcune informazioni; mentre lei risponde, altri due persone si intrufolano dal retro e la prendono in ostaggio. Quando anche gli altri componenti della famiglia rientrano, Ralphie, il figlio di dieci anni, Cynthia, diciassettenne apprendista in uno studio legale, e Dan, il marito, di rientro dal lavoro, sono paralizzati dallo shock della scoperta di quegli estranei in casa loro. Nella mente dell’uomo si accavallano pensieri e possibili ipotesi, nel tentativo di salvare la propria famiglia senza spargimento di sangue. I sequestratori, per cercare di tranquillizzarli, li assicurano che rimarranno solo poche ore, giusto il tempo di ricevere una telefonata e un pacco contenente dei soldi. Dan Hilliard si propone di pagare lui stesso la cifra, purchè se ne vadano immediatamente senza fare del male a nessuno. Ma non è questo ciò che vogliono. Un possibile incubo, adesso, è diventato realtà.

Glenn Griffin, il capo della banda, è infatti un giovane evaso di prigione che vuole regolare i propri conti con chi lo ha spedito al fresco: il vicesceriffo Jesse Webb. Insieme ad Hank, il fratello minore ed emotivamente più vulnerabile, e Robish, un delinquente grosso e violento, si stanno nascondendo in quella casa in attesa di avere il necessario per mettere in atto la propria vendetta. Tuttavia, col passare del tempo, la situazione sfugge al loro controllo e, da una posizione di netto predominio, si ritrovano l’uno contro l’altro. Glenn e Robish sono personalità forti, maschi alpha, mentre Hank è fin troppo sensibile e refrattario ai rischi. Comincia così un braccio di ferro psicologico, di cui Dan pensa di potersi servire. La tensione, inizialmente solo appannaggio degli Hilliard, si trasferisce anche a loro. I rapporti di forza mutano, sbilanciandosi e radicalizzandosi, incentrando sempre più il comando su Glenn, che adesso deve anche tenere buono il suo scagnozzo. Per cercare di mantenere una patina di normalità, visto che gli Hilliard non possono rimanere in casa tutto il tempo, viene imposto uno strano sequestro di persona: chiunque può, anzi deve, uscire e fare la propria vita regolarmente ma, a turno, almeno un componente resterà in casa, come garanzia che a nessuno salti in mente di chiamare la polizia. A questo punto, si tratta solo di fingere una normalità che non può più essere tale e aspettare la sera. Ma quando, passata ormai la mezzanotte, diventa chiaro che Helen non si farà viva, per Glenn, Hank e Robish le cose cambieranno, portando inevitabilmente uno stravolgimento nei loro piani e nelle vite degli Hilliard.

Romanzo dal linguaggio semplice e diretto “Ore disperate” (Joseph Hayes, Mattioli1885, 221 pp, 2016, 8,90€) è un incubo ad occhi aperti per una normale famiglia della middle class americana. Da un’atmosfera iniziale di pathos si prosegue sempre più velocemente verso toni cupi e potenzialmente catastrofici. Ma la forza della storia è il proprio non spingersi oltre quel bordo di verosimiglianza che la tiene ancorata alla realtà, senza farla diventare paradossale o inverosimile. L’andamento degli eventi, in questo senso, è anche lo specchio dell’ambivalente contrapposizione delle questioni morali che attanagliano i protagonisti: l’istinto di sopravvivenza degli Hilliard da un lato e la vendetta di Glenn dall’altro. Non si può rimanere indifferenti di fronte ai dilemmi di Dan, costantemente conteso tra l’assecondare gli ordini che gli vengono impartiti e trovare una via d’uscita senza farsi scoprire. Ma anche per le azioni dei sequestratori non saranno indolori. Da una situazione di evidente sbilanciamento, in cui loro hanno in mano la conduzione del gioco, si passa ad un intreccio per cui ciascuno ha sempre di più le spalle al muro, senza un’apparente via di fuga. Sarà dura sbrogliare questa matassa inerzialmente (auto)implosiva.