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“Le solite sospette”: la rapina e la fuga più divertenti di sempre

Quattro donne inglesi alle soglie della pensione e una folle idea: rapinare una banca per prendersi la rivincita su tutto ciò che la vita ha tolto loro. Da quel momento una serie di imprevedibili e rocamboleschi eventi, non ultimo la fuga in terra francese, con la polizia inglese al loro inseguimento, daranno vita ad una delle pagine più esilaranti della storia delle rapine mondiali.

Le solite sospette (John Niven, Einaudi, 346 pp, 2016, 18,50€)

9788806230548_0_0_1602_80Come trascorre le proprie giornate una casalinga inglese che ha ormai passato la sessantina, appassionata di teatro e stipendiata dal marito? Potremmo chiederlo a Susan Frobisher, tranquilla e morigerata signora dell’Inghilterra odierna. La sua vita segue una routine regolare: casa, circolo di teatro, per cui realizza trucco e costumi, qualche cena o aperitivo con Julie, la sua amica del cuore, sua nemesi affascinante e, un tempo almeno, così sexy da far perdere la testa ad ogni maschio albionico. Eppure, nemmeno la vita di Julie è il massimo dell’adrenalina: lavora come infermiera in una casa di riposo per anziani in cui, tra pannolini da cambiare e medicine da somministrare, l’unico suo svago (nonché grattacapo) è costituito dalla vulcanica Ethel: ottantenne su sedia a rotelle con una passione per alcool, sigarette e uomini. Sicuramente la noia non ha preso possesso di quella donna. Se, per completare il quartetto di queste tre moschettiere alle soglie della terza età aggiungiamo anche Jill, ansiogena signora perennemente in preda all’ansia per il nipote gravemente malato e in attesa di cure specializzate, e ovviamente costose, negli Stati Uniti, il quadro è completo. Perché, alla fin fine, cosa le unisce e le spinge verso lo sconsiderato gesto a cui stanno per andare incontro?

La molla che fa scattare un domino incontrollato è la morte di Barry, marito di Susan, che, passa a miglior vita durante un rapporto sano-maso con la sua escort preferita, in una casa da lui acquistata e, per molti anni, adibita a suo covo del piacere. Così sua moglie scopre in un solo colpo che: è vedova, la sua defunta metà era un pervertito, non le rimangono più soldi, l’Inghilterra vuole farle causa per i conti in rosso del sopracitato marito e che lei rischia la galera. Ma non è finita qua, come ciliegina sulla torta, la sua banca, di cui è da sempre una fedele correntista, le nega il prestito di cui ha bisogno. L’unica soluzione è trovare una somma considerevole e pagare per ciò che il suo sconsiderato marito ha fatto. Ma lei è solo una donna di provincia, e non ha idea di come fare soldi in fretta, per lo meno non così in fretta. Dopo lo sfogo con Julie, ecco l’illuminazione: rapinare la banca, sia per trovare i fondi che le mancano, sia per vendicarsi di quello stronzo del Direttore che le ha negato il prestito. Ma solo sono solo due, e in due si va poco lontano. In breve, tra una chiacchiera e l’altra, anche Ethel, tramite Julie, e Jill, tramite Susan, si uniscono all’avventura, la prima per evadere da quella prigione della casa di riposo, la seconda (a malincuore) per trovare i soldi per l’operazione del nipote.

Da quel momento, anche grazie ad un vecchio ricettatore, Stimmate (un nome, un programma), che le istruisce sulle tecniche di scassinamento e procura loro le armi, il piano viene messo in moto. Quando giunge il gran giorno, almeno nelle pagine romanzesche, questa passerà alla storia come la rapina più divertente che sia mai stata scritta, complice anche la dabbenaggine della polizia inglese, protagonista di un video che fa il boom di visualizzazioni di Youtube. Una volta che il colpo è riuscito, le pensionate più ricercate di tutto il Regno Unito devono far perdere le proprie tracce, magari scappando verso un luogo esotico e irraggiungibile per la lunga mano della legge albionica: la Provenza, in cui le quattro plurisessantenni progettano di passare il resto dei loro giorni, al caldo e lontane dalle preoccupazioni passate. Ma il Destino, che ci aveva messo ben del suo fin dall’inizio, rincara la dose, facendole imbarcare in un viaggio pieno di sorprese e colpi di scena. Da seguire fino alla fine l’inseguimento dei poliziotti inglesi che, per niente contenti di aver fatto una figura meschina di fronte al mondo intero, vogliono salvare l’onore e catturare le pericolose fuggitive. Ma, ahimè, nemmeno per loro il Fato ha in serbo rose e fiori. Aspettate e la vostra curiosità sarà ampiamente soddisfatta.

Romanzo esilarante, dal ritmo incalzante e trovate geniali praticamente in ogni pagina, “Le solite sospette” (John Niven, Einaudi, 346 pp, 2016, 18,50€) è un vulcanico concentrato di ilarità e brillantezza pura. Sembra un copione cinematografico, vista la fluidità con cui la storia e le immagini si srotolano sotto gli occhi del lettore, e infatti non si esclude che qualcuno decida (presto, si spera) di trasporlo sul grande schermo. Come non parteggiare per le quattro attempate signore, che riescono a mettere tutti nel sacco e ridicolizzare il poliziotto che dà loro la caccia? Se avete voglia di un libro fresco, ironico e divertente, allora questo fa proprio al caso vostro. Se poi avete un animo cinico e un cuore rancoroso, tranquilli, ci penserà Ethel a conquistarvi e farvi cambiare idea.