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“I diavoli”: è la finanza la vera eminenza grigia

I retroscena della crisi economica del 2008, raccontati dall’interno del suo cuore: Londra. La finanza non più come una serie di numeri o azioni da vendere e comprare, ma come risvolto diretto sulle nostre vite. Una ipotesi affascinante e mostruosa al tempo stesso, attraente e repellente come solo la realtà che và al di là di ogni immaginazione, può essere.

“I diavoli” (Guido Maria Brera, Rizzoli, 399 pp, 2015, 10€)

_i-diavoli-1391376868Sembrava fantascienza, eppure è accaduto. Questo dovrebbe insegnarci che niente è impossibile. Vi stupite, del resto? Ma la vera domanda è “come” abbiano fatto, coloro che sono passati attraverso una delle maggiori crisi finanziarie della storia, a sottovalutare le possibili recrudescenze e le insidie del ciclico ripetersi del tempo. Sto parlando della Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, che è cosa di poche ore fa, avvenuta sotto gli occhi di chi sbandierava una sicurezza ferrea, a discapito dei numeri. C’è da giurarci, i soliti che hanno guardato sprofondare l’economia nel 2008. E proprio da qui, dal 2008, e da quella Londra che sembra essere sempre più il fulcro del duplice movimento aggregativi-disgregativo europeo.

Massimo de Ruggero è un brillante trader italiano che vive nella capitale Britannica da anni. È uno bravo, dannatamente bravo, tanto bravo da essere diventato il numero due di Derek Morgan, un americano dallo sguardo di ghiaccio, capo indiscusso del maggior istituto di trading continentale. A lui, lo yankee ha affidato il fixed incombe “Europe”, la cabina di pilotaggio di tutte le più importanti operazioni del vecchio continente, suddivise in altri sottoposti, ciascuno ad occuparsi di un’area geografica. È un ruolo che Massimo ha svolto bene, così bene che, quando improvvisamente Derek viene richiamato alla casa madre a New York, viene affidato a lui il comando di tutto l’ufficio. Potrà sembrare solo una banale promozione, ma uno stipendio da 50 milioni di euro e il potere totale di gestire uomini e risorse a proprio piacimento possono dare alla testa. L’italiano è un uomo serio, che ama andare sul sicuro ma allo stesso tempo con un infallibile fiuto per gli affari. Per quel lavoro ha sacrificato tutto, anche la felicità della propria famiglia: Michela, una moglie che un tempo una giovane idealista e ora una fotografa e personal stopper di moda, India, la figlia maggiore, alle soglie della maggiore età e bellissima da togliere il fiato, e Roberto, il figlio minore, con una stranissima fobia per i bottoni. I soldi, nonostante tutto, non danno la felicità. Molte cose materiali sì, ma non molto di più. Perché nel loro menàge familiare si è inserito qualcosa: il peso della responsabilità che Massimo sente su di sé lo costringe a chiudersi a riccio, senza aprirsi con nessuno, scavando orizzonti di incomunicabilità con moglie e figli. E quando, pochi mesi dopo la sua promozione, riceve un’informazione confidenziale e potenzialmente deflagrante, si trova di fronte alla decisione più difficile della propria vita: rischiare, andando contro il buon senso e i numeri, sfidando il caso e dando retta al proprio fiuto, o seguire la massa, aspettare e fare ciò che tutti avrebbero fatto? Questo non è un trading come gli altri, questo è IL trading, l’opportunità che passa una sola volta nella vita, e bisogna scegliere cosa fare, anche se si tratta di rischiare e scommettere contro gli Stati Uniti, la massima potenza economica mondiale. Massimo farà la propria scelta ma non senza un prezzo da pagare: entrambe le scelte, infatti, porteranno serie e concrete conseguenze nel cuore della vecchia Europa. Perché non si tratta di fare soldi, bensì di decidere, attraverso la compravendita di azioni, il futuro di un intero continente. Ci sono forze in campo molto più potenti e influenti di un italiano a capo di un’agenzia di trading, capaci di condizionare la finanza e l’economia globale, tanto da sacrificare una nazione o, addirittura, l’intero impianto dell’Euro, pur di salvaguardare la leadership statunitense. Al fondo di tutto, come un mantra, il mare, come metafora della vita.

Romanzo ambizioso, con il sogno di spiegare i disastri del 2008 anche dal punto di vista sociale e i loro possibili disinnescamenti, “I diavoli” (Guido Maria Brera, Rizzoli, 399 pp, 2015, 10€) è un’infiltrazione dietro lo scenario che tutti abbiamo osservato. L’economia sembra, al contempo, un gioco di specchi e un tentativo manipolatorio della realtà, ma quando i numeri smettono di significare soldi e diventano vite reali in gioco ecco affiorare l’anima degli speculatori. Molto spazio viene dato alle tribolazioni interiori e al cambiamento di Massimo, come a simboleggiare lo slittamento della sua prospettiva. Interessante e chiarificatrice, la discussione con Derek, in cui vengono, finalmente, delineati e spiegati chiaramente, ma in modo feroce, motivi e conseguenze della crisi americana sulle nostre vite.

Simone Baldi