musica: recensioni

400PPM – Fit For Purpose (Avian, 2017)

Ebbene, un disco piuttosto complesso che trova vari punti di comunione con artisti quali shapednoise, o come Abdullah Rashim o Regis o Frank Bretschneider.

400 PPM - Carnage NewsIl nome di Shawn O’Sullivan si accosta e si confonde col suo moniker 400PPM che, già così a naso, fa intuire che la musica che fa è caratterizzata da un largo uso di ritmiche (non si parla di BPM, ma l’ispirazione c’è, e coglie nel segno) ad alta velocità, e non per forza perché i pezzi in sé sono veloci, ma il loro movimento sottostante, i ronzi, gli schiocchi, sono risultati di storture, accelerazioni ritmiche o dilatazioni del suono. Insomma, la ritmica diventa più strumento d’espressione che di accompagnamento, e le varie textures sono dovuti a processi formali che reinterpretano l’utilizzo delle percussioni.

Altro dettaglio non escludibile è che si parla di techno. Una techno colta, come da tradizione Avian, che sa però guardare alla dancefloor e che non perde occasione per guardarla con un occhio nuovo.  Non è nemmeno un caso che questo Fit For Purpose, sia il tentativo di reincasellare la techno come genere (che non è un discorso nostalgico/passatista) creando uno spazio per l’ascoltatore che possa far filtrare in uno spirito come quello DIY del punk che ha però come oggetto “strumenti techno”.

Ebbene, un disco piuttosto complesso che trova vari punti  di comunione con artisti quali shapednoise, o come Abdullah Rashim o Regis o Frank Bretschneider. Chiaramente siamo nel terreno dell’esperimento autonomo, senza movimenti o collettivi di alcun genere, ma con l’attitudine di chi spegne le luci, si mette nel suo studio e procede con una ricerca ossessiva sull’ossessione stessa. Fit For Purpose ha degli aspetti emotivi e si indagano i lati della paranoia che più si attaccano all’essere umano (isteria, ossessione, psicosi individuali o collettive). E l’LP si tinge di scuro; dalle metamorfosi ipnotiche di Metabolic Grift alla potente title track che in una sovrapposizione di più livelli, i ritmi si intersecano per creare un grappolo di ritmi annodati che evidenziano le loro differenze e per questo ben si amalgamano tra loro. Come anche non citare la chimica Sintered Bauxite o l’enigmatica 8.069 .
Shawn O’Sullivan pratica una perfetta mimesi: si camuffa da techno, ma è molto più Math, nel suo intento, nonostante il risultato. Si concentra sui toni scuri, ma le speculazioni hanno il rigore dell’illuminato. 400PPM, una sigla, forse un mistero, o addirittura una certezza. Fatto sta che il dubbio rimane, comunque.

Riccardo Gorone