Cinema

33TFF: la triplice follia di Sion Sono

Sion Sono porta al Torino Film Festival tre film inediti: Shinjuku Swan, Tag e Love & Peace

È raro vedere tre film inediti di uno stesso regista nel corso di un festival del cinema. È accaduto quest’anno all’edizione numero 33 del Torino Film Festival e il regista in questione risponde al nome di Sion Sono. A dirla tutta, i film girati da Siono nel 2015 sono il doppio (cinque per il cinema più uno per la televisione) e questo lo farà diventare il regista più prolifico dell’anno che sta per concludersi (con buona pace di Takashi Miike che nel 2015 ne ha girati “solo” tre).

I tre film prestanti nella sezione After Hours sono: Real Oni Gokko (Tag), Shinjuku Swan e Love & Peace.

Cominciamo da quello che da qui in avanti chiameremo semplicemente Tag, che ha un plot tanto semplice quanto horrorifico. Mitsuko è una studentessa che si trova insieme alle compagne sul pullman che le porta a scuola. Un’improvvisa ondata di vento killer taglia in due il pullman uccidendo tutte le ragazze. Si salva solo Mitsuko, che da quel momento in poi si ritrova ad affrontare diverse situazioni di pericolo che la portano da un universo parallelo all’altro. Come in un videogame, Mitsuko cambia fisionomia e identità trovandosi imprigionata in tante diverse realtà, tutte completamente folle e surreali. Si va dalla fuga dalla nuova scuola dove delle professoresse assassine cercano di fare fuori più studentesse possibili attraverso mitra e bombe a mano fino ad un matrimonio tra un uomo con la testa di maiale e la stessa Mitsuko. Matrimonio che, manco a dirlo, finirà in un lago di sangue.

p09-schilling-tag-a-201507021

Ci si potrebbe leggere una critica non tanto velata da parte di Sono al mondo dei videogame (di cui il Giappone ne è un po’ la patria), capaci di annichilire la propria identità quando il semplice passatempo diventa un abuso, così come le scelte dettate dal destino diventano parte essenziale del film. Però Tag va preso innanzitutto per quello che è: un folle film di puro intrattenimento, che diventa vero e proprio godimento con le scene di squartamento di giovane ragazze da parte del vento assassino. Tag è la parte che possiamo definire più ludica del cinema di Sion Sono.

Shinjuku Swan, dei tre, si potrebbe archiviare come il film più classico, meno folle e aderente ad uno spaccato di realtà giapponese. Tratto dall’omonimo manga di Ken Wakui, il film racconta la storia di Tatsuhiko Shiratori, il pr di un’agenzia di prostituzione che si occupa di reclutare giovani ragazze per farle diventare delle intrattenitrici nei diversi club sparsi per il quartiere.

Shinjuku Swan assume fin da subito i toni di un noir metropolitano. Il protagonista, come nei classici del genere, tenta la scalata alla vetta del potere malavitoso e Sono adatta tutto ciò nel contesto locale del quartiere a luci rosse di un grande metropoli. È il film più contenuto e meno sopra le righe di Sion Sono, che a metà pellicola sterza inserendo un risvolto romantico per il protagonista. Sono non osa come al suo solito, si perde in diverse lungaggini di troppo che appesantiscono un film che resta comunque un’opera ben scritta e diretta.

Il terzo e ultimo film presentato al Torino Film Festival è Love & Peace, lanciato come il film di Natale di Sion Sono. Difficile sintetizzare in poche parole una trama così piena di cose e, vedendolo, si capisce anche il motivo. Ryoichi è un impiegato con il sogno di diventare una famosa rockstar mondiale e che viene continuamente vessato dai suoi colleghi. Un giorno decide di comprare una piccola tartaruga che chiamerà Pikadu (che sarà uno dei tanti tormentoni del film), ma quando i suoi colleghi lo scoprono, Ryoichi getterà l’animale nel w.c. La tartaruga finisce nelle fogne dove viene raccolta da un signore alcolizzato che attraverso delle pillole colorate dà vita ai giocattoli e la parola agli animali. L’uomo, però, sbaglia la pillola e dà alla tartaruga quella che serve ad esaurire i desideri. Ryoichi corona così il sogno di diventare una rockstar.

sono_sion2

Letto così, senza aver visto il film, sembra di trovarci davanti ad un film completamente folle e surreale. In effetti lo è, ma a differenza di Shinjuku Swan, in Love & Peace ci sono molteplici livelli di lettura. A cominciare da quello più evidente e tanto caro al cinema americano, ovvero la ricerca della felicità e il perseguimento dei propri sogni. Il bello di questo film è che su una base del genere, Sono ci cuce addosso un vestito surreale, bizzarro, folle e demenziale fatto di animali parlanti, tartarughe giganti che distruggono Tokyo (evidente citazione di Godzilla) e ridicole canzoni che diventano hit di successo in tutto il Giappone. Ma in Love & Peace c’è anche una forte critica al successo immediato, tanto facile, oggi, da raggiungere quanto difficile, domani, da gestire, anche a causa della fiducia riposta in persone sbagliate. Essendo il film di Natale ci possiamo leggere anche una critica al consumismo che imperversa in quel periodo e del cattivo rapporto che le persone hanno con il denaro.

Daniele Marseglia